Il Milan si illude ma la Roma lo gela subito

L'effetto Ronaldo sembra prodigioso. Funziona per metà della prima frazione sull'attacco milanista che non gode di grande fama, nel suo schieramento iniziale di ieri sera. Ricardo Oliveira, alla prima palla utile (se l'aggiusta con il braccio come dimostrano le immagini tv) preparata da Pirlo, dopo appena 4 minuti, fulmina Curci trovando un pertugio tra portiere e primo palo; Pippo Inzaghi timbra il cartellino a porta vuota sulla stilettata di Jankulovski: due squilli di tromba del Milan riscaldano la ghiacciaia di San Siro e il cuore dei rari tifosi rossoneri (6 mila e passa paganti) pronti a sfidare la prima notte d'inverno lombardo. Ma non può bastare l'effetto Ronaldo, in tribuna rinchiuso nella prigione di un giubbotto, a risolvere d'incanto i soliti problemi che Ancelotti e i suoi si trascinano dall'estate. Specie se la Roma, tramortita dalla sequenza milanista, si riprende il comando del gioco col passare dei minuti e mette al muro la difesa rossonera che comincia a fare acqua da quasi tutte le parti.
Per esempio a sinistra dove Panucci sfonda e si ritrova smarcato per confezionare un cross basso su cui Totti fa velo ingannando Bonera ma non Perrotta che approfitta dell'incertezza di Dida per accorciare il distacco. All'Olimpico il portiere brasiliano venne celebrato per la sua panierata su Rocchi, adesso invece risulta esposto alle legittime critiche e alle censure per la sua serata no in coppa Italia. Sul primo gol della Roma difetta nell'uscita, sul secondo addirittura confeziona una papera degna di un altro intervento memorabile (gol contro la Samp) anche se le giustificazioni riferiscono di una traiettoria velenosa. Storie. Un portiere così non merita un rinnovo quadriennale a molti milioni a stagione: ci pensi la società, una volta per tutte. E' il solito Milan imperfetto: se funziona il portiere, l'attacco fa cilecca (contro la Lazio), se funziona l'attacco, fa cilecca il portiere. E allora meglio dare addio anche alla finale di coppa Italia che pure vale più di un traguardo qualsiasi. Vale per esempio la garanzia della prossima supercoppa d'Italia ma forse non è il caso di fare un grande investimento sul Milan di questi mesi. Solo Ronaldo può miracolarlo. Ma c'è qualcuno che crede ancora ai miracoli nel calcio?
Per la Roma funziona invece l'effetto Inter, finalista scontata dopo i 3 schiaffi dati alla Samp. Ad aprile può acciuffare altre due sfide con gli eterni rivali dello scudetto. Non è solo questo il nervo scoperto del Milan che col passare dei minuti perde lo smalto di Kakà e vede accentuare semmai i difetti più noti, la squadra divisa in due tronconi, il centrocampo che perde colpi nel coprire i valichi di frontiera nei quali s'infila la Roma. Di qui i primi ritocchi di Ancelotti dalla panchina per restituire un po' di freschezza alla squadra con l'ingresso di Seedorf e più avanti di Brocchi e Gilardino. Nevica ma è la Roma che sfiora il 3 a 2.