Il Milan a Siena con "il trio meraviglia"

Siena - Debutta il Ro-Ka-Ol, debutta a Siena, il trio-meraviglia tutto brasiliano costituito da queste parti per inseguire un improbabile paragone col noto e leggendario trio svedese (Gre-No-Li) che tanti gol addusse ai rossoneri e col più recente trio olandese (Rijkaard-Van Basten-Gullit) motore del primo, strepitoso ciclo berlusconiano. Debutta il Ro-Ka-Ol che sta per Ronaldo più Kakà più Oliveira, insieme tutti e tre per la prima volta ed è la notizia del giorno che accende le luminarie sul conto del Milan e del suo viaggio a Siena prima di mettersi in discussione nella Champions league, a Glasgow. Ronaldo dal primo minuto è un azzardo calcolato di Ancelotti (oggi Carletto taglia il traguardo delle 300 panchine rossonere, la prima il 13 novembre del 2001) e dello staff di Milanlab. «I colpi sono rimasti tutti, Ronie ha giocato poco perciò ha qualche difficoltà a raggiungere il meglio della condizione, può fare molto meglio rispetto all’ultima mezz’ora contro il Livorno» scommette l’allenatore pronto a mettersi in discussione e a far dipendere la propria riconferma a Milanello dai risultati («quarto posto in campionato») e da un decollo del rendimento attuale, «dobbiamo giocare meglio» riconosce per indicare la strada al gruppo.
Debutta il trio Brazil ma tutti, al Milan, più che Ronaldo, inseguono e cercano il vero Kakà assente ai suoi livelli da troppo tempo per passare inosservato. «Non gli riescono alcune giocate e allora lui si complica la vita da solo, deve giocare più semplice» i consigli offerti al gioiello della real casa rimasto fermo per un mese dopo la ricaduta di Udine, assente dal gol proprio da Udine (su rigore). Forse la presenza di Ronaldo, dall’inizio, può aiutarlo a guadagnare qualche libertà in più. Di sicuro tra i due c’è la piena intesa per calciare i rigori, per esempio: Kakà lascia volentieri l’incarico a Ronie mentre Riccardino Oliveira è dinanzi a un bivio ormai. O riconquista credito, oppure a fine stagione deve lasciare il passo a qualche altro attaccante, italiano o straniero si vedrà. Le preferenze di Ancelotti, in materia, non sono un mistero. «Eto’o è ancora il numero uno anche se non condivido quello che ha fatto con Rijkaard a Barcellona» la frase dell’allenatore che lascia a casa Seedorf e recupera invece Kaladze con Maldini pronto in panchina per la bisogna (se entrasse sarebbe la presenza numero 600 in serie A, record dei record).
Debutta il Ro-Ka-Ol ma c’è da augurarsi che Storari, riconfermato per acclamazione in porta nonostante la guarigione di Kalac (retrocesso al posto numero tre) faccia dimenticare il rinvio del recupero di Dida, assente anche in coppa Campioni (il suo contratto ormai è un capitolo chiuso): toccherà a lui giocare anche in Scozia, infatti. Mentre il caso Nesta, aperto ufficailmente dalle indiscrezioni giornalistiche di una settimana prima, si può chiudere con la spiegazione di Ancelotti: «È stato il chirurgo che l’ha operato a indicare l’istituto di rieducazione di Miami». Non è proprio così. Rientra il 26 febbraio a Milanello, sarà pronto per il 16 marzo. La società non ha gradito il suo atteggiamento: il contratto in scadenza nel 2008 è lontanissimo dal rinnovo.