MILAN A TRE PUNTI A TRE GIORNATE DALLA FINE

Franco Ordine

Nostro inviato a Messina

Ahi, che dolor. Da Messina, torna un Milan carico di nuove speranze tricolori ma anche di acciacchi e infortuni che complicano il viaggio verso Barcellona. I berlusconiani intravedono la sagoma della Juve, ma forse si allontana quella di Parigi. L’elenco dei rossoneri che marcano visita è lungo, troppo lungo, e denuncia l’ignobile caccia all’uomo esercitata da Nocerino e Aronica, Donati e Sculli, tutti dediti più alle caviglie dei milanisti che a rimediare un risultato favorevole. Precedenza assoluta a Nesta, vittima di una elongazione all’adduttore: tradotto dal medichese vuol dire contrattura muscolare, garanzia assoluta di saltare il Camp Nou. Capitolo Kakà: il ginocchio destro è gonfio, nello spogliatoio e durante tutto il viaggio da Catania a Malpensa ha una borsa del ghiaccio come angelo custode. Ma le possibilità di recupero non sono tante, forse 30, forse 40 su cento. E il terzo della lista è Andriy Shevchenko, colpito al tendine d’Achille della gamba destra: dopo la partita gli si apre una ferita, che è stata ricucita dai medici. Se non si gonfia, l’ucraino, uno tosto, può ripresentarsi al Camp Nou. Un’ammaccatura alla caviglia sinistra lamenta anche Cafu. Un altro regalino di Aronica, tanto per cambiare. Niente da fare, infine, per Massimo Ambrosini: il colpo rimediato sulla frattura al perone, è una specie di dannazione. Per l’ennesima volta, lo manda ko. Forse definitivamente per questa stagione.
Da Milanello giungono le uniche note di consolazione. I quattro rossoneri non arruolati per Messina, Costacurta, Inzaghi, Vogel e Maldini, lanciano messaggi incoraggianti. Possono esserci tutti e quattro. Sicuro l’utilizzo di Inzaghi da centravanti, utile magari Vogel in centrocampo. Oggi, a Milanello, la decisione su Kakà.