Il Milan vuole anche Emerson e Zambrotta Roma su Trezeguet

Shevchenko ringrazia Berlusconi: «È stato lui a darmi il via libera». Tutti in fuga dal supermarket Juve

Gian Piero Scevola

Shevchenko se n’è andato, senza girare le spalle al Milan, con la tristezza nel cuore e un senso di enorme riconoscenza dentro per i magnifici sette anni trascorsi in rossonero. E il giorno dopo, dalle pagine del sito personale, ha voluto commentare il suo bye bye. «La giornata di venerdì per me è stata veramente difficile. Ho pensato molto prima di decidere. La mia è stata una scelta sofferta ma sento che è arrivato il momento di pensare al futuro della mia famiglia e dei miei figli, che sono la cosa più importante della mia vita», ha ribadito.
Sheva racconta di avere discusso a lungo con il patron Silvio Berlusconi, e di essersi sentito rispondere: «Fai ciò che è meglio per te» e per questo il bomber, nato il suo stesso giorno, gli è grato. Dopo i saluti anche alla società e un ringraziamento particolare ad Adriano Galliani («che han fatto tutto quanto era possibile, e molto di più, per trattenermi»), l’ucraino si rivolge ai tifosi: «Vi chiedo di accettare la mia scelta. Ho letto i vostri messaggi in questi giorni, molti mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi; capisco anche la vostra rabbia e la delusione ma vi chiedo di accettare la mia scelta come uomo. Quello che mi avete dato in questi anni è unico, mi avete fatto sempre sentire a casa; stare in curva con voi è stata una delle emozioni più forti della mia vita. Voi avete una parte del mio cuore e ci starete per sempre».
Chiuso il capitolo Shevchenko, si apre ora nel Milan il dopo Shevchenko. La trattativa col Chelsea si annuncia lunga e tormentata. I tre anni di contratto che il Milan ha regalato all’ucraino, che aveva firmato fino al 2009, dovranno trovare un adeguato corrispettivo economico, perché, mai e poi mai, in casa rossonera c’è l’intenzione di svendere un simile patrimonio. Anche perché, e Adriano Galliani lo sa bene, Shevchenko andrebbe a rinforzare notevolmente una squadra, quella di Josè Mourinho, che è una diretta concorrente del Milan in ambito europeo. Già, ma chi sostituirà Sheva, considerato che Alberto Gilardino è una sicurezza, Filippo Inzaghi sembra aver trovato l’elisir di lunga vita, ma Marcio Amoroso è un punto di domanda e il rientrante Marco Borriello solo un momentaneo ripiego?
In casa Milan le idee sono chiare. Intanto puntano ad ottenere il massimo dal Chelsea, ovvero almeno 50 milioni e il 29enne difensore francese William Gallas, che da tempo inseguono e che ha già espresso il gradimento di vestire il rossonero. Ma il muro di Roman Paperone Abramovich, il padrone del Chelsea, è di cemento armato, perché i londinesi tendono ad abbassare la cifra in contanti (20 milioni) e, insieme a Gallas, inserire nello scambio il 28enne ivoriano Didier Drogba, un attaccante che farebbe la felicità di qualunque allenatore, ma che non sembra essere particolarmente gradito a Carlo Ancelotti. Perchè il buon Carletto il nome l’ha fatto: sfumati Henry ed Eto’o, Adriano sogno proibito, è Zlatan Ibrahimovic, ideale da far giocare vicino a Gilardino, con magari Emerson in mezzo al campo (al posto di Pirlo) e Zambrotta a sinistra.
Tutto dipenderà dalla fine che i giudici sportivi faranno fare alla Juventus, ma il supermarket Juve (con Gianluca Pessotto nuovo team manager) è già aperto. Fabio Capello, se Lorenzo Sanz si riprenderà il Real, potrebbe portare con sè nella capitale spagnola Emerson, Zambrotta e uno tra Ibra e Trezeguet (per il francese ci sono anche Barcellona, Lione e il prestito alla Roma), mentre Vieira sceglierà tra Arsenal e Real, Camoranesi ha già preso accordi col Bayern e Buffon è a un passo dal Barça. Tutti (Capello compreso) ancora sotto contratto a Torino ma, si sa, i contratti nel calcio sono solo carta straccia. Lo dimostra Toni che si è fatto “personalmente” avanti con l’Inter e non viceversa. D’altronde, prendere 1,8 milioni a Firenze in un anno, non è come prenderne 4 in nerazzurro, sempre in dodici mesi.