Milanello è in Brasile Ronaldinho gioca e il Diavolo dà i numeri

Duemila tifosi alla sua prima partitella, Inzaghi in gol grazie a lui e Kaladze giura: «Vinciamo tutto». Diecimila abbonamenti venduti in tre giorni

nostro inviato a Milanello
Chiamatelo «effetto Ronaldinho». Diecimila abbonamenti venduti in poco meno di due giorni (il totale ha toccato ieri sera quota 23.820), quasi duemila tifosi saliti a Milanello ieri pomeriggio per assistere al primo allenamento a porte aperte di «Dinho», quarantamila persone giovedì sera a San Siro per assistere alla presentazione ufficiale, più di cinquemila mercoledì scorso, nel primo giorno di raduno. Numeri che testimoniano il crescente entusiasmo del popolo rossonero, galvanizzato e improvvisamente ridestatosi dal torpore estivo nella notte tra martedì e mercoledì scorso, quando in collegamento telefonico il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi annunciava: «Ronaldinho è del Milan».
È in una mattina di luglio di un giorno neanche troppo assolato, che Ronaldinho si presenta per il suo primo allenamento con la squadra. Sono da poco passate le 9 quando Dinho si aggrega ai nuovi compagni attraverso le parole di Ancelotti: «Salutiamo il nuovo arrivato e lo presentiamo alla squadra. Pensiamo che possa dare un valido contributo alla stagione del Milan». Il battesimo del fuoco, quello davanti ai duemila tifosi desiderosi di vedere le prime giocate del «dentone brasiliano», arriva invece nel pomeriggio. Sono da poco passate le 17 e 30 quando Dinho muove i primi passi sul verdissimo campo di allenamento di Milanello. Tirato a lucido e in buona forma, nonostante non giochi una partita ufficiale dallo scorso marzo, dapprima ascolta con attenzione la riunione tecnica di Ancelotti tra i connazionali Pato e Dida, quindi inizia la seduta, non più di un’ora e venti in tutto, con un torello a due tocchi con i nuovi compagni Inzaghi, Bonera, Oddo e Flamini.
Inutile aggiungere che gli occhi sono tutti per lui. Da lunedì Ronaldinho si aggregherà alla seleziona olimpica brasiliana con il neo-compagno Alexandre Pato: per il popolo rossonero è questa l’ultima occasione di vedere all’opera il neo-acquisto prima dell’avventura in terra cinese. E ad ogni giocata, è subito boato. Immancabile fascia nera in testa, casacca bianca, pettorina verde, pantaloncini e calzettoni neri, Ronaldinho si muove bene e con agilità, non eccede in giocate strappa-applausi, coglie un palo e regala un assist per uno dei tre gol del solito Inzaghi, guarda caso già uno dei più attivi. E poco importa se esce sconfitto dalla partitella per 5 a 3: avrà sicuramente modo e tempo per rifarsi in altri teatri ben più importanti. Se lo augurano in molti, a partire da Silvio Berlusconi, passando per Adriano Galliani, fino ad arrivare a Kakha Kaladze. Inutile negare che dalle parti di Milanello, da qualche giorno a questa parte soffi un vento nuovo.
«Speriamo che Ronaldinho sia un grande acquisto per il Milan così come Sergio Marini è un grande presidente della Coldiretti», la battuta, a metà tra sport e politica, del presidente Silvio Berlusconi, che spiega così la crescente euforia nata attorno l’ultimo colpo di mercato rossonero: «Il bel calcio non ha una sola maglia, ma piace a tutti, qualunque sia la fede calcistica». «Ronaldinho è un giocatore di grande impatto mediatico, Adebayor non lo è», ha poi aggiunto Adriano Galliani, impegnato al Consiglio federale a Roma. «Giovedì sera è andata in scena una presentazione simile a quella dell’84 a Napoli per Maradona, con molte migliaia di persone accorse allo stadio. Ho avuto l’impressione, tornando a casa, di avere assistito a un derby, tanta era la gente che affollava le strade attorno a San Siro», l’amarcord di Galliani, che fa il paio con l’entusiasmo di Kaladze: «Fino a oggi, l’unica squadra che ha fatto un grande acquisto è il Milan: ora siamo una squadra completa, che può competere sia in campionato che in coppa Uefa».
Al suo arrivo a Milano Ronaldinho si era presentato con due parole: gioia e allegria. Due gol che Dinho ha già segnato.