Milanese indagato pure per appalti romani

Il deputato Pdl accusato di corruzione nell’inchiesta Sogei. Nel mirino i lavori nella casa in cui era ospite Tremonti. I pm di Roma incontrano quelli napoletani che hanno avviato le prime indagini

Gian Marco Chiocci
Massimo Malpica


Roma Un nuovo «sistema Anemone». Lavori gratis offerti a personaggi di primo piano della politica in grado di assicurare, in cambio, appalti e fruttuose entrature. Nel mirino c’è la Sogei, la società del ministero dell’Economia che per anni ha assegnato numerosi appalti di ristrutturazione a quella Edil Ars che si occupò dei lavori nella casa di via di Campo Marzio abitata da Tremonti ma presa in affitto (e pagata) dall’ex braccio destro del ministro Marco Milanese.

Quest’ultimo, già indagato a Napoli per le accuse dell’imprenditore Viscione, è stato iscritto per corruzione anche dal pm romano Paolo Ielo, che oltre a questo nuovo filone «edilizio» si occupa anche del fascicolo sulla vendita dell’imbarcazione dello stesso Milanese, secondo l’accusa una parziale contropartita per la nomina all’Enav di Fabrizio Testa.
Tornando all’ultimo filone romano, risultano indagati sempre per corruzione anche il presidente di Sogei Sandro Trevisanato e l’amministratore (e socio al 50%) della Edil Ars Angelo Proietti. All’attenzione degli inquirenti, tra l’altro, ci sarebbero le modalità dell’assunzione in Sogei della figlia di Proietti, avvenuta all’inizio del 2010, su cui il senatore Idv Elio Lannutti mesi fa ha presentato un’interrogazione.

Assunzione «sospetta» perché proprio la Sogei, negli ultimi dieci anni, è stata tra i principali committenti della Edil Ars di Proietti, che si è aggiudicata, tra appalti e bandi a trattativa privata (quando non segreta), oltre 25 milioni di euro.

E, come già accaduto per il filone della «Cricca» nell’inchiesta sul G8 (quando a finire coinvolta era stata la congregazione di Propaganda Fide e il suo patrimonio edilizio), spuntano affari con il Vaticano e con istituti religiosi, altri importanti committenti della società di costruzioni romana. Tra questi, la Curia generalizia della congregazione benedettina, l’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, l’ospedale Bambin Gesù, la Pontificia università lateranense, il Governatorato, ma anche l’università Lumsa e la Fraternità di Comunione e Liberazione.

C’è anche un link tra la Edil Ars e la già citata «casa Tremonti», che Milanese aveva preso in affitto a oltre 8.000 euro al mese dal Pio sodalizio dei Piceni. Quest’ultimo, infatti, ha tra i suoi componenti Achille Scaramucci, socio di Proietti nella Edil Ars. Lo rivela, interrogato a Napoli, il segretario del pio ente, Alfredo Lorenzoni, che conferma anche che la Edil Ars si occupò della ristrutturazione dell’appartamento. Lavori per centinaia di migliaia di euro effettuati con grande cura ma per i quali, come noto, la procura di Napoli (e ora quella di Roma) non avrebbe trovato alcun riscontro sul corrispettivo in denaro.

Qui nasce il dubbio di un «doppione» della vicenda di casa Scajola, pagata in parte da Anemone per conto dell’ex ministro. Il pm Ielo sospetta che l’offerta dei lavori di ristrutturazione a favore di Milanese o di Tremonti da parte di Edil Ars sia il corrispettivo di almeno una parte degli appalti assegnati a Edil Ars dalla Sogei.

Ielo si è anche incontrato con i colleghi napoletani che indagano sulla doppia inchiesta che vede coinvolto Milanese (indagato nel caso Viscione e informato sui fatti nella vicenda P4) per raccogliere eventuali elementi che possano provare la tesi di uno scambio di favori contro lavori tra politici e imprenditori edili, tesi che come noto nel caso di Scajola non ha avuto alcuno sbocco (tanto che l’ex ministro non è mai stato indagato). Al di là della casa di via di Campo Marzio, il pm romano starebbe analizzando una ventina degli appalti tra la Sogei e la società di Proietti.