Milanesi, in Lombardia sono i più longevi

Marisa De Moliner

In barba allo smog a Milano si vive di più. Mentre salgono le polveri sottili diminuisce la mortalità. E negli ultimi 15 anni è calata non di poco. Rispetto al ’90 s'è registrata una riduzione del 30% dei decessi in confronto alla media regionale. I milanesi costretti a respirare il famigerato Pm10 vivono più a lungo degli altri lombardi che inalano aria più pulita. Altro che vivere in campagna.
La buona notizia arriva dall'Asl che ha monitorato lo stato di salute dei milanesi nel libro Ricoveri e mortalità a Milano. Un atlante che presenta un buon quadro ma lancia anche un allarme. Le milanesi stanno peggio dei loro concittadini: s'ammalano e muoiono di più degli uomini per patologie che in passato erano una prerogativa maschile: malattie cardiocircolatorie e respiratorie. «È lo scotto che si paga a un malinteso dell'emancipazione - dichiara Luigi Bisanti, direttore del Servizio d'Epidemiologia dell'Asl nonché autore dell'atlante sanitario - se gli uomini che fumano e bevono da più tempo stanno smettendo o cercando di farlo, le donne no. Hanno acquisito i comportamenti maschili sbagliati».
E con questi anche conseguenti danni per la salute come i tumori ai polmoni. Le donne muoiono di più anche a causa di malattie cardiocircolatorie, perché? «Non è facile rispondere - dice Bisanti -. Sarà necessario approfondire il problema partendo dai dati in nostro possesso, dai quali si evidenzia che il numero di ricoveri in ospedale per ipertensione, cardiopatie ischemiche, aritmie e arteriosclerosi è più alto negli uomini, ma il numero di decessi per le medesime malattie è maggiore tra le donne».
La conferma delle cattive condizioni di salute delle signore arriva dai numeri. Quelli dei ricoveri in ospedale in continuo aumento. Se nel 1997 i degenti ammontavano a 88.365 e le degenti a 115.675, con uno scarto di ben 27.310 ricoveri, nel 2004 gli uomini finiti in ospedale sono stati 91.283 contro le 120.523 donne. Alti sono anche i numeri che riguardano gli anziani, che appresentano il 22% della popolazione milanese e superano di 4 punti la percentuale regionale (di 3 quella nazionale). Altri numeri fanno tirare un sospiro di sollievo. I decessi sono in costante diminuzione. Dal ’90 all'anno scorso si è passati da 7.365 a 6.190 negli uomini e da 7.868 a 6.932 nelle donne.
A che si deve il miglioramento delle condizioni di salute dei milanesi? «Al maggior benessere economico - risponde Bisanti - sociale e culturale. Maggiori risorse economiche collettive si traducono in fatti oggettivi che difendono e inducono ad avere più attenzioni verso la salute».