Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro

Grattacieli, aree verdi e il rinnovo dei Navigli: pronti investimenti per 20 miliardi per rifare il trucco alla metropoli. E una nuova cittadella ecologica a Rho-Pero ospiterà i padiglioni dell’esposizione

da Milano

Via ai preparativi. Portata a casa la vittoria, ora per Milano è la volta dei cantieri: ristrutturazioni, nuove costruzioni, realizzazione di progetti che per ora sono solo plastici in scala ridotta.
Le grandi Expo hanno sempre lasciato il segno e cambiato il volto delle città, da Parigi a Bruxelles, da Seattle a Montreal. Non solo, sono anche state una bella spinta per risolvere qualche «magagna» urbana di ordinaria amministrazione. Sarà così anche stavolta. Sì, è vero, Milano ha già praticamente tutto rispetto a Smirne. Volendo, potrebbe ospitare le flotte dei visitatori di Expo già da domani. Ma non è mai abbastanza, soprattutto se si guarda al futuro.
Partono quindi senza perdere tempo i sette anni delle grandi manovre per ospitare i 30 milioni di turisti previsti nel 2015.
Una rivoluzione che porterà a Milano e alla Lombardia una valanga di ricchezza e di lavoro, con 70mila impieghi previsti.
Tutti sono pronti a mobilitarsi: gli albergatori, i ristoratori, i commercianti. E gli amministratori pubblici, ben consapevoli che quello che sta per essere messo in piedi non è solo «un tendone del circo» da smontare a spettacolo finito. Il 90 per cento di tutto ciò che sarà costruito rimarrà in eredità alla città e si tradurrà in servizi. Tutti i 20 miliardi di euro di investimenti, diretti e indiretti, attesi porteranno frutti ben più estesi rispetto a Expo. Ben più lungimiranti rispetto al 2015.
Per ora i progetti sono solo sulla carta, ma presto svetteranno dalle vie della città. A cambiare il volto milanese saranno i grattacieli. Innanzitutto Milano avrà la sua «tour Eiffel». Sarà una torre alta 200 metri che sorgerà all’interno dell’area destinata a ospitare l’esposizione. Per la sua realizzazione sarà bandito un concorso internazionale che chiamerà in causa i migliori architetti sulla piazza. Non solo. Nell’area della vecchia Fiera di Milano, nel cuore della città, sorgeranno le tre torri alte fino a 260 metri e l’insediamento di Citylife, firmato da architetti di fama mondiale: Isozaki, Libeskind, Hadid, Maggiora. Nella Milano del futuro ci saranno anche altre opere, ideate a prescindere dall’evento: la nuova sede della Regione Lombardia, progettata non lontano dall’attuale grattacielo Pirelli, e la nuova Città della Moda. Insomma, in città si concentreranno le grandi firme dell’architettura e il volto urbano del capoluogo lombardo sarà di tendenza e innovativo. Nascerà una città nella città, Santa Giulia, progettata dall’architetto Norman Forster, con alberghi extralusso, una stazione e nuovi collegamenti. Renzo Piano ridisegnerà l’area dell’ex fabbrica Falck. A fianco dell’Expo sorgerà un villaggio di case destinate a chi lavora per la manifestazione. Case che, a giochi finiti, saranno convertite in alloggi per studenti o messe a disposizione di servizi.
Ci sarà spazio anche per l’ambiente. Milano promette 11 milioni di metri quadrati di parchi: itinerari immersi nel verde collegheranno il centro con la cittadella ecologica dell’esposizione a Rho-Pero. Si circolerà con navette a idrogeno o con biciclette a noleggio. E anche gli storici Navigli torneranno ad essere navigabili.
Expo sarà un bell’incentivo anche per avere i soldi necessari a concludere le grandi opere già previste da tempo. A cominciare dalle strade e dalle ferrovie per collegare la città con la fiera di Rho-Pero. Infrastrutture già approvate dal governo ma non ancora concluse. E poi ancora le autostrade lombarde Brebemi, Pedemontana e tangenziale esterna, per far circolare fuori dalla città il traffico, e il prolungamento della metropolitana.
Tutta la storia di Milano e della Lombardia verrà tirata a lucido, cominciando da musei e istituzioni culturali come la Scala, il Lirico, l’Arengario, gli Arcimboldi, la Pinacoteca di Brera: per tutti ci saranno le risorse necessarie per proporre programmi di tutto rispetto e ammaliare i turisti.
In città nasceranno la Città del gusto e della salute, ai mercati generali, e sarà creata la Borsa agroalimentare telematica.
Infine Malpensa. Da qui al 2015, garantiscono i politici e gli amministratori lombardi, tornerà ad essere un grande hub internazionale e darà a Milano tutti i collegamenti necessari.