Da Milano 2.500 teppisti per devastare Roma E la giunta Pisapia domani premia il Leoncavallo

Domani il centro sociale va in Comune <strong><a href="/milano/domani_leonka_va_comune_farsi_dare_centro_sociale/17-10-2011/articolo-id=552133-page=0-comments=1" target="_blank">a prendersi la sua sede</a></strong>. E ai Cabassi darà una cascina fuori città. <a href="/milano/in_2500_roma_spaccare_tutto_caccia_black_bloc_anche_milano/17-10-2011/articolo-id=552135-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Caccia ai black bloc anche a Milano</strong></a>: polizia e carabinieri stanno controllando foto e video per vedere se tra i protagonisti degli scontri vi sono personaggi già schedati

Potrebbero esserci anche parecchi «milanesi» tra i teppisti che sabato hanno messo a ferro e fuoco la capitale. Qualcosa più di un sospetto visto che da Milano l’altro giorno sono partiti in 2.500, molti dei quali noti estremisti. Per questo già in queste ore stanno arrivando i filmati degli scontri, nella speranza la Digos sia in grado di riconoscere tra la folla qualche vecchia conoscenza soprattutto nell’area anarchica. Meno probabile invece la partecipazione dei Centri sociali «istituzionali» o degli ultras del calcio. Anche se ultimamente spesso si confondono alle manifestazioni politiche nella speranza di menare le mani. L’attenzione si concentra sulle due realtà più a rischio: gli anarco animalisti che dal 1998 occupano in via Litta Modignani «Villa Vegan», sono infatti vegetariani di strettissima osservanza e la «Bottiglieria», anche se questi ultimi non hanno più una sede da mesi.

E se la storica Elena Aga Rossi sostiene che «sarebbe necessario analizzare la sostanza di molti centri sociali attivi in Italia» - «Ritengo - spiega - che ci sia eccessiva tolleranza da parte delle istituzioni, troppo timorose di chiuderli quando, invece, si dovrebbe farlo» - domani a Palazzo Marino si terrà il secondo incontro per la legalizzazione del Leoncavallo. «È necessario scindere - spiega l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli - le realtà potenzialmente pericolose, da quanto di buono fanno altri centri sociali per la città, che vano quindi messi in regola».