Milano accoglie l’Inghilterra all’italiana

Ballantyne viaggia verso i 40 milioni di fatturato. Montezemolo: cresce bene

Susy Menkes, la temuta giornalista dell’Herald Tribune, era seria quando diceva che è l’uomo che meglio rappresenta lo stile italiano. «Finché non l’ho visto scritto sul suo giornale pensavo proprio che scherzasse – racconta divertito Luca Montezemolo -. Ero convinto che facesse come quella volta che, a Cortina, Loredana Bertè venne a un Capodanno in shorts di jeans e una signora in abito da sera continuava a dirle quanto era elegante, finché la cantante non le chiese se non la stesse prendendo in giro».
Elegante, il presidente di Confindustria, lo è senza dubbio. Potrebbe essere diversamente per chi controlla il marchio del cashmere per eccellenza, Ballantyne, attraverso un fondo che si chiama Charme? Per carità. E lì, alla Ballantyne sono tutti davvero elegantissimi: da Alfredo Canessa fino a Matteo Montezemolo (ad di Charme) che studiano Ballantyne in ogni suo dettaglio. «Sono molto contento di come cresce Ballantyne (prevede di chiudere il 2006 con un fatturato intorno ai 40 milioni di euro, mentre il fondo Charme conta di arrivare a quota 300 milioni) – continua Luca Montezemolo - un marchio che resta fortemente inglese, ma con la creatività italiana». Si sta allargando, infatti, la gamma dei prodotti Ballantyne sempre più orientato verso un total look con tanto di cinture, scarpe, borse. Cappotti, montgomery. E ci sono fantasie di cervi e uccelli, disegni ad acquarello a motivi di rami, di musi di volpe e di ibiscus, stampati sul cashmere. L’ispirazione arriva dal libro di David Garnett La signora trasformata in volpe mentre è il protagonista stesso, l’ispiratore di Antonio Marras di Antonio Mancinelli, il secondo libro della giornata. Mentre bisognerebbe scriverlo un libro su Roberta di Camerino, intramontabile signora della moda.