Milano, alle primarie elettori «videoschedati»

Gianandrea Zagato

da Milano

Videotelefonini in azione alle primarie dell’Unione: scatta l’operazione antiguastatori. Strategia per smascherare gli elettori di centrodestra che, il 29 gennaio, si presenteranno ai seggi per votare. No quindi ai cloni di Gabriele Albertini che pubblicamente ha già detto di voler dare il proprio sostegno a Dario Fo. Evidente il timore che il preannuncio del sindaco di Milano non resti un gesto isolato o una battuta goliardica.
Meglio dunque correre ai ripari e non solo dotando i seggi delle primarie delle liste di tutti gli eletti milanesi della Casa delle libertà «dai Consigli di zona in su, per controllare i nomi sospetti» ma anche di tanto di videotelefonino per immortalare gli imbucati. «Fotograferemo chi voterà per esporlo poi al pubblico ludibrio» afferma serio Pierfrancesco Majorino, segretario milanese dei Ds: «Abbiamo infatti segnalazioni che nel centrodestra c’è un tam tam per andare ai seggi. Sarebbe un atto di arroganza che si commenta da sé». Uscita accompagnata dall’invito a votare «Bruno Ferrante che è il Prodi milanese».
Controffensiva della Quercia in salsa ambrosiana che punta sulla capacità dei millecinquecento volontari ai seggi nello scoprire «volti sospetti» da esibire poi in pubblico, magari quello del vicino di casa che all’edicola non compra l’Unità, al mercato rionale rifiuta il volantino dell’Unione e che diserta le assemblee di condominio preferendo trascorrere una serata televisiva all’insegna del Milan. Comportamenti valutati sospetti se seguiti dal voto alle primarie: mentre voterà la persona sarà fotografata con i videotelefonini in dotazione ai seggi e quella foto sarà la prova del reato.
Se non ci fosse da ridere ci sarebbe da piangere, ma è la realtà dei fatti. Riassunto della linea, almeno secondo chi teme un «sabotaggio» ad opera della Casa delle libertà e che ha già pronte qualcosa come centocinquantamila schede nonostante l’incognita dei votanti. Infatti, bissare quota centomila - quelli che all’ombra della Madonnina votarono per le primarie nazionale - è davvero «difficile».
Ragione in più per «blindare» le primarie di domenica prossima evitando così che a vincere non sia l’ex prefetto ma magari quel premio Nobel troppo critico verso l’impegno politico di Ferrante e le sue ricette. Fo che, tra l’altro, al potenziale sostegno del sindaco di Milano ha risposto «lo accompagnerò io al seggio, così ogni tanto gli tirerò un calcetto». Risposta pratica condivisa in toto da Gianni Occhi di Rifondazione, «fosse per me i provocatori ai seggi li prenderei a calci perché la politica è una cosa seria». Meglio dunque impugnare il videotelefonino che beccarsi una querela per violenza privata, anche se questa strategia anti-imbucati dev’essere «preventivamente annunciata».
«Per inquadrare un soggetto e scattargli una foto bisogna fargli firmare una liberatoria» spiega l’avvocato Vinicio Nardo. E, attenzione, «è comunque una scelta, quella dei Ds, legittima poiché le primarie sono una consultazione meramente privata». Valutazione legale sulla schedatura seguita dalla reazione del centrodestra, «la realtà supera l’immaginazione» fa sapere il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato: «Siamo al replay dei metodi usati dal Pcus nell’Unione Sovietica. Metodi per sostenere primarie che sono solo un pateracchio senza senso. E, comunque, i compagni stiano tranquilli: il 29 gennaio ho altro da fare che frequentare i loro seggi». Annotazione che dovrebbe far cessare il tormento delle notti in bianco dei leader ambrosiani del centrosinistra, già turbate da Unipol e dintorni. Purtroppo per loro, non è così. Lo testimonia sempre Majorino che, a denti stretti, si dice «pronto ad accogliere gli elettori del centrodestra che verranno a votare perché vuol dire che hanno cambiato idea». E come lo devono provare? Interrogativo senza risposta ma con una riconferma: «Ai seggi immortaleremo i guastatori».