Milano alle urne per fermare Prodi

Il countdown è finito. Oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15, oltre un milione di milanesi sceglie il prossimo sindaco. Se la formazione dei seggi non ha riservato grosse sorprese - salvo nove presidenti da sostituire all’ultimo minuto e 120mila schede da ristampare per un errore -, anche la vigilia delle elezione è stata riscaldata dalle polemiche. L’aspirante sindaco del centrosinistra ha violato la regola del silenzio elettorale che vieta ogni forma di propaganda elettorale. Comportamento denunciato dal comitato Letizia Moratti che parla di «passeggiata tra i mercati a cercare consensi esternando contro l’ex premier Silvio Berlusconi». «L’ex prefetto ignora evidentemente i fondamentali della politica e ha deciso di regalarsi da solo dei “tempi supplementari” per recuperare una partita che, evidentemente, non ha saputo giocare» osservano dallo staff del candidato sindaco della Casa delle Libertà. E mentre Forza Italia accusa Ferrante di «usare un linguaggio che poco s’addice a un servitore dello Stato e caro invece alla sinistra più volgare», c’è anche un intervento dell’arcivescovo Dionigi Tettamanzi che provoca imbarazzo. Alla vigilia del voto il cardinale «benedice» il voto agli immigrati e sostiene che gli stranieri regolari devono ricoprire incarichi pubblici. Uscita accolta dagli applausi di Ferrante per uno spot che davvero non s’aspettava, «le sue opinioni sono le mie» e che l’Udc considera «davvero di troppo»: «Sarebbe dovere civile non citare i punti del programma dei candidati» fa sapere Luca Volontè.