A Milano arriva il panino mafioso

Dopo le polemiche sul marchio “M.a.f.i.a” registrato dall’assessore alla creatività di Salemi, Oliviero Toscani, su incarico del sindaco Vittorio Sgarbi, il caso scoppia anche nel capoluogo lombardo<br />

Guerra di mafia, anzi di M.a.f.i.a. «Nel registrare il marchio M.a.f.i.a. ho solo voluto ricordare a tutti che questa organizzazione criminale rappresenta ancora oggi un cancro per tutta la società italiana», conferma al Giornale l’assessore alla Creatività del Comune di Salemi, Oliviero Toscani. Toscani, su incarico del sindaco Sgarbi, ha ideato l’acronimo di Mediterranean association for international affair: «Ricordo a Sonia Alfano e a quanti si sono sentiti offesi dal mio gesto che io non sono un provocatore e che la mia volontà è, invece, quella di tenere alta l’attenzione su un problema che riguarda anche me. Perché in Italia siamo tutti vittime della mafia».

Guerra a Facebook. Vittorio Sgarbi aggiunge: «Considerando non tanto la contrapposizione tra mafiosi e antimafiosi virtuali, ma l’evidente strumentalizzazione pubblicitaria di Facebook, ribadisco che l’uso del marchio registrato da Toscani ha come unico obiettivo la lotta alla mafia e la sua mortificazione ed irrisione in chiave paradossale e grottesca, senza accettare schieramenti di fan irrazionali e potenzialmente criminali». «Invito perciò le associazioni antimafia, e in particolare Sonia Alfano - conclude Sgarbi - a chiedere formalmente a Toscani di far valere i suoi diritti di titolare della registrazione del marchio».

La contestazione. Parole che, sul tema mafia, hanno aperto un acceso dibattito: «Ho letto con imbarazzo questa trovata del fotografo Oliviero Toscani e di Vittorio Sgarbi: è solo un’operazione pseudo culturale, di basso profilo che non portano a niente né di buono nè di nuovo», afferma l’artista calabrese (docente di pittura all’Accademia di Brera di Milano), Xante Battaglia. Battaglia rivendita, in materia, una sorta primogenitura: «Già nel luglio del 2007 avevo registrato artisticamente la parola “mafia“ in una mostra-evento in cui distribuivamo delle sculture effimere, dei panini chiamati “panini mafiosi“». «Ma io a differenza della coppia Sgarbi-Toscani - aggiunge il pittore e scultore - sono un uomo del sud, un calabrese, e conosco bene l’argomento. Io ho utilizzato e utilizzo ancora la parola “mafia“ per il suo significato originario». «Io - conclude Battaglia - proporrò il “panino mafioso“ il prossimo 16 gennaio alle 12.30 nel mio studio milanese in via Bezzecca 6 a Milano - annuncia l’artista - in attesa di poterlo riproporlo presto anche in Sicilia e magari proprio a Salemi». Sgarbi e Toscani avranno il coraggio invitarlo?