Il Milano baseball sfrattato vuol riavere il suo diamante

Senza accordo sull’affitto, la capolista della serie B ha giocato a Lodi. Il Comune chiamato a garantire le vecchie tariffe

Non era mai successo in 60 anni di baseball a Milano. Ma il Puntolis Milano '46, la squadra più antica del baseball italiano, ha dovuto scoprire anche questa novità: il campo Kennedy è stato negato dai gestori (una società di hockey in line, il Milano 17 Rams) alla squadra rossoblù, perché dopo il primo mese di utilizzo della struttura sono state pagate le tariffe comunali e non quelle (più che raddoppiate) richieste dalla società che ha in carico lo stadio del baseball.
Un pasticcio incredibile da cui per ora non si trova una via d'uscita: quando a marzo i Rams hanno sollevato il problema dell'aumento delle tariffe, il Milano '46 ha chiesto spiegazioni al Comune, che fino a prova contraria è proprietario del centro sportivo, e ha ottenuto dall'assessore Terzi l'impegno formale a garantire l'applicazione delle tariffe base. Al momento però di saldare il primo addebito, la società di baseball si è trovata di fronte all'atteggiamento irremovibile dei gestori che non hanno mai accettato la decurtazione arrivando alla clamorosa chiusura dell'impianto.
Tutto questo perché, alle dichiarazioni dell'assessore, non ha fatto seguito un accordo effettivo tra il Comune e la società che gestisce il Kennedy in base a un'assegnazione provvisoria. Proprio nel giorno in cui la giunta ha deliberato il nuovo bando per l'assegnazione quinquennale della gestione del centro sportivo, è così scoppiato il bubbone. Il Milano '46 ha chiesto subito l'intervento del Comune e dell'assessore in particolare, ma poiché alla mezzanotte di venerdì non aveva ancora ricevuto garanzie sullo svolgimento delle partite in programma ieri, ha chiesto urgentemente di spostare la doppia sfida con il Torino allo stadio di Lodi, fortunatamente disponibile, primo incontro vinto per 5-4.
Ora il Comune dovrà cercare di risolvere la vicenda perché altrimenti il Milano si ritroverebbe nella stessa condizione allarmante di due mesi fa. Ovvero, se entro i primi giorni della prossima settimana l'assessore non riuscisse a tenere fede alle sue promesse, facendo accettare ai Rams le tariffe comunali, il Milano '46 sarebbe costretto a chiedere di giocare su un altro campo cittadino. E poiché l'unico disponibile, il Saini, è già occupato dall'Ares, l'altra squadra milanese di serie B, si rischierebbe un pericoloso sovraffollamento. Anzi, si renderebbe impossibile il proseguimento regolare della stagione da parte di entrambe le squadre. Una tegola che, oltre tutto, cade sul Puntolis Milano proprio in un momento estremamente favorevole, con la squadra in testa al campionato di serie B e lanciata verso la conquista dei playoff promozione in A2.
«Abbiamo chiesto un incontro urgentissimo all’assessore Terzi per l’inizio della settimana - spiega il presidente del Milano Baseball Marco Giulianelli -. Ma purtroppo sarà necessaria una risposta in tempi rapidi, perché da martedì la squadra dovrà riprendere gli allenamenti, ma senza un campo disponibile saremo nei guai. Con tutte le conseguenze del caso sulla preparazione e la serenità dei giocatori».