Milano boccia Ecopass per tutti: "Meglio stangare Suv e furgoni"

IL CONTRO-REFERENDUM Guerra alla congestion charge. Folla ai banchetti della Lega, raccolte circa 15mila firme in soli due giorni. Quattro schede: prevale l’ipotesi di tariffe differenziate in base alla cilindrata

Quota 15mila firme. Tanti sono i no al super Ecopass raccolti dalla Lega nei quaranta banchetti sparsi per la città in questi due giorni. Oggi saranno resi ufficiali i dati emersi dalle schede. «Dobbiamo spogliarne una marea - spiega il leghista Alessandro Morelli - Solo io ne ho un cesto pieno che pesa più di quattro chili».
La sensazione è che sia prevalsa la linea morbida. Cioè, la maggior parte dei milanesi pare chiedere una differenziazione di tariffe d’ingresso in base alla cilindrata dell’auto. «Non è giusto - dicono in tanti - che un Suv e un vecchio furgone paghino come una Smart o una Cinquecento». Le altre opzioni che la Lega ha proposto nel suo contro-referendum offrivano un ventaglio piuttosto ampio di possibilità: dall’eliminazione totale di Ecopass alla chiusura definitiva del centro. Una scheda proponeva invece paro paro la formula Pisapia (Ecopass per tutti a 5 euro al giorno) e non sono mancati i milanesi che hanno barrato quella casella.
L’umore della città sull’argomento è nero. Ai banchetti infatti si sono presentati anche tanti elettori di Pisapia, pentiti della scelta fatta alle urne e desiderosi di correggere (almeno) il salasso per le auto. Qualcuno aveva anche votato al referendum ufficiale di giugno. «Sì, ho cambiato idea - ammette una 50enne, con al seguito due figli - ma in quel periodo non mi ero resa conto di quel che sarebbe accaduto. Il mio voto al referendum era stato più un voto di protesta politica. Così ce lo avevano venduto».
Parecchi i residenti in coda per votare. «Anche se abitiamo in centro - spiega una signora che vive dentro i confini della Cerchia - non siamo mica tutti ricchi. Va bene lo sconto, ma non è affatto giusto che ognuno di noi debba pagare per tornare a casa sua».
Qualcuno interpreta l’inasprimento di Ecopass come «una garanzia che il Comune non farà mai nulla per risolvere sul serio il problema dell’ambiente». Tanti giovani non hanno dubbi: «È ovvio che una stangata del genere serve per rimettere a posto i bilanci e basta». Chi abita per dieci metri all’interno della Cerchia delimitata dalle telecamere chiede che si faccia un’eccezione. «È paradossale pagare solo per poter entrare in garage». «Prima di mettere il super Ecopass - aggiunge un universitario, in fila al banchetto di corso Vercelli - vogliamo vedere i consiglieri abbassarsi lo stipendio».
La super tassa entrerà in vigore il 16 gennaio e in questi due mesi la Lega promette battaglia: «Abbiamo voluto ascoltare i cittadini. Ora imposteremo il nostro lavoro in aula in base alle loro richieste». E sono chiare: la versione Pisapia di un ticket-salasso uguale per tutti non va bene. «Non è democratica - dicono tanti automobilisti - soprattutto verso chi ha da poco cambiato l’auto per prenderne una più ecologica». Il presidente del Consiglio regionale Davide Boni, che ha presidiato i banchetti assieme a tanti colleghi del Carroccio, sostiene che ora «la giunta Pisapia non può ignorare la posizione di così tanti cittadini».
Il primo a fare pressing contro Ecopass versione 2012 è il capogruppo a Palazzo Marino Matteo Salvini: «È impensabile che si spendano 100 euro al mese per entrare in centro. Il ticket va riformulato». Il primo passo sarà quello di far riconoscere ufficialmente il valore della raccolta di firme. Che, va bene, non sarà un vero referendum, ma dà il polso della situazione, eccome.