Milano-Bologna, il treno sbaglia strada

Marcello Zacché

A chi viaggia spesso in treno, in Italia, ne succedono di tutti i colori. È gente forte. Ma forse a pochi era mai capitato di sbagliare strada. Proprio così. E non si tratta di un vecchio locomotore distrattamente instradato in chissà quale linea secondaria, in qualche anfratto dimenticato della Penisola. Magari nel tanto bistrattato Sud. Roba da pendolari. Nossignori. Qui siamo a Milano, stazione Centrale. E il treno che riesce nell'impresa storica di sbagliare strada è il tBiz, orgoglio delle Ferrovie dello Stato, uno dei treni più cari del mondo, più ancora dell'Eurostar: per percorrere i 200 chilometri tra la Centrale e Bologna costa 40 euro in prima, 27 in seconda (contro, rispettivamente, i 25 e 19,8 euro di un Intercity). Mentre fino a Roma lievita a 85 euro in prima (57 l'Intercity) e 67 in seconda (contro 41).
Eppure è accaduto ieri mattina, tra l'incredulità e lo sbigottimento del centinaio di passeggeri saliti al binario 14 per partire alle 7.55, sul tBiz 9301 diretto a Roma, dove era atteso nel tempo record di 4 ore e 7 minuti, prevista una sola fermata, a Bologna alle 9.36. Alcuni di loro lo avevano preferito all'Eurostar che partiva da un binario vicino alle 8.00 proprio per viaggiare puntuali e veloci. Peccato che esattamente alle 8 e un minuto, cioè quando non era più possibile prendere l'Eurostar appena partito, l'altoparlante annunciava che eravamo in ritardo e ne avremmo avuto per 15 minuti causa «guasto al materiale rotabile» (traduzione: si era rotto il motore).
Naturalmente, come può ben immaginare chi ha preso qualche treno nella sua vita, il ritardo in partenza è subito lievitato, fino ai 35 minuti. Poi, alle 8,30, la partenza. Che strano però: dopo 4-5 minuti il tBiz passa la stazione di Milano Greco. Chi scrive va spesso verso Bologna-Roma, in direzione sud-est, ma non si era mai accorto che si passasse da Greco, che sta a Nord. Il tempo di fare la riflessione e il treno si ferma e si spegne. E dopo alcuni altri minuti di black-out è il capotreno (in quota rosa), che gentilmente (non avviene spesso) ci informa: «Nessun guasto, ma per un problema tecnico abbiamo sbagliato strada. Ora provvediamo l'instradamento verso Bologna. Ci scusiamo per il disagio».
Nessuno ha la forza di commentare. Il treno riparte dopo un po’ a marcia invertita e alle 8.53 siamo a Milano Lambrate, stazione di uscita da Milano verso Bologna. Dalla Centrale sono passati 3-4 chilometri, coperti nel tempo record di 58 minuti. A Bologna si arriverà alle 10,46, con i minuti di ritardo lievitati ormai a quota 70: 171 minuti contro i 101 previsti dall'orario.
Inutile pensare agli appuntamenti saltati, l'inutile alzataccia, eccetera, eccetera. Ci penserà, se vorrà, il successore dell'attuale numero uno del gruppo Fs, Elio Catania, che ha appena presentato il bilancio 2005 di Trenitalia con 650 milioni di perdita netta e che, stando alle indiscrezioni, dovrebbe essere presto sostituito. Meglio concentrarsi sul rimborso del 50% del biglietto, accordato dalle ferrovie quando il ritardo supera i 25 minuti. Sempre che però questo del tBiz 9301 sia considerato una responsabilità di Trenitalia. Viceversa niente rimborso. Come l'ultima volta che chi scrive si è visto negare tale diritto perché il ritardo era dovuto al meteo: aveva nevicato e per questo tipo di evento Trenitalia non è responsabile se i treni non vanno più. Neanche se, come in quel caso, si era in Valle d'Aosta.