Il Milano-Boston partito alle 10.40 costretto a rientrare dopo quarantacinque minuti di viaggio. L’aeroporto chiuso al traffico per un quarto d’ora Paura a Malpensa, Boeing decolla e va in avaria Un 767 dell’Alitalia chiede l’atterraggio d’emergenza

Claudio De Carli

«Causa un problema tecnico il volo rientra su Malpensa». Chi si è trovato a bordo e ha sentito la voce del comandante dare questa comunicazione, sa in quale stato di agitazione si entri.
Un Boeing 767 serie 300 dell’Alitalia diretto a Boston ha dovuto chiedere un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Malpensa per avaria al motore destro. A bordo 211 passeggeri oltre ai dieci membri dell’equipaggio tutto italiano. L’aereo era decollato dallo stesso aeroporto di Malpensa alle 10,40 con dieci minuti di ritardo rispetto all’orario previsto. Alle 11,25, dopo 45 minuti di volo, è arrivata in torre la prima segnalazione di allarme del comandante: subito attivate tutte le procedure di emergenza, Vigili del Fuoco e mezzi di soccorso a bordo pista, scalo chiuso dalle 11,44 alle 11,58.
Alle 12,07 il Boeing è stato scortato in una delle piazzole dello scalo di Malpensa dopo un atterraggio senza conseguenze, svolto in sicurezza. Ma a bordo, pur nei limiti, fra i 211 passeggeri l’atmosfera non era delle più tranquille.
Il volo AZ618 Milano-Boston era quasi al limite della sua capienza massima di 249 passeggeri e a pieno carico di carburante, circa 91.550 litri, quando al confine con la Francia si è accesa una spia che segnalava il malfunzionamento del motore di destra. Il Boeing 767-300 monta due motori Rolls Royce turbofan, teoricamente potrebbe comunque compiere la trasvolata atlantica anche con un solo motore, ma il comandante ha preferito chiedere emergenza trovandosi relativamente vicino allo scalo da cui era decollato. Alle 11,30 circa lo stesso comandante ha avvisato i passeggeri che a causa di un problema tecnico il volo sarebbe rientrato a Malpensa.
L’agenzia nazionale sicurezza al volo, che ha subito aperto un’inchiesta tecnica di competenza sull’evento, nelle poche righe battute sul suo sito ufficiale parla di surriscaldamento del motore destro. Il Boeing 767-300 è dotato di sistemi di diagnostica computerizzati e il comandante riceve in tempo reale i dati relativi al funzionamento dei motori, e non è improbabile che sia stata la stessa Rolls Royce, che mantiene costantemente monitorati i suoi voli, a confermarne l’avaria. Il comandante ha prima messo in sicurezza il motore di destra chiudendo il flusso di carburante e isolando poi gli impianti elettrico e idraulico, quindi ha virato verso il mare per scaricare carburante nebulizzandolo sul mare fino a rientrare nel peso massimo consentito per un atterraggio in sicurezza. In altre occasioni in cui si sono verificate emergenze di questo tipo, il motore prima di entrare in avaria è scoppiato con una detonazione che si è avvertita anche a bordo.
Questo tipo di emergenza non è considerata di particolare gravità dalle autorità aeronautiche ma per i passeggeri scatta un solo desiderio: mettere i piedi a terra. Alitalia ha informato che non ci sono stati episodi di panico e l’atterraggio è stato normale, senza alcuna conseguenza per i passeggeri e l’aeromobile. I 211 occupanti del volo AZ618 sono comunque rimasti in aeroporto fino alle 22, ora in cui il Milano-Boston è potuto decollare nuovamente, ma con un altro velivolo e un altro equipaggio in quanto il precedente staff sarebbe andato oltre il monte ore di servizio.
L’aeroporto chiuso per soli quindici minuti, l’orario non eccessivamente movimentato e l’efficiente macchina organizzativa che ha istruito il Boeing fino al suo atterraggio, hanno impedito ulteriori disagi al resto dei voli che hanno subito lievissimi ritardi recuperati nel prosieguo della giornata.