Milano, calma a Chinatown Pechino chiede "equilibrio"

Torna la tranquillità nel quartiere cinese dopo gli scontri di ieri (<a href="/media.pic1?ID=121" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">guarda le immagini</font></strong></a> - <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=sarpi" target="_blank">guarda il video</a></strong>). Spuntano cartelli che chiedono &quot;integrazione&quot;. Il ministro degli Esteri cinese chiede di &quot;risolvere i problemi&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=170797">Berlusconi: &quot;Servono solidarietà e legalità&quot;: Fini: &quot;Bene la Moratti&quot;</a></strong>

Milano - Paolo Sarpi. Il giorno dopo. Serrande che si rialzano. Bandiere rosse che tornano nei cassetti. Strade sgombre, struscio sui marciapiedi, odore di fritto dalle cucine dei ristoranti, colori improponibili dalle vetrine di negozi di giocattoli e chincaglierie. Dopo gli scontri, le minacce e le botte a Chinatown sembra un giorno come gli altri. Solo una bandiera tricolore saluta i passanti nel cuore del quartiere cinese. Alle finestre qualche striscione arancione con la scritta "Vivi...Sarpi no all'ingrosso e all'illegalità". Sono scoloriti, stanno lì da mesi: il segno delle proteste dei residenti italiani che hanno chiesto al Comune di intervenire con misure in grado di "riportare la legalità anche in questa zona".

Pechino La Cina "si augura" che l'Italia "risolva con equilibrio" i problemi sorti con gli incidenti di ieri a Milano tra immigrati cinesi e polizia municipale. Lo afferma una nota diffusa oggi dal ministero degli Esteri di Pechino dove si sottolinea come ora la situazione "è calma" e si augura che venga risolta "tenendo conto delle ragionevoli esigenze e degli interessi legali dei cinesi residenti all'estero". La nota ricostruisce brevemente i fatti, attribuendone l'origine a un "problema di parcheggio". Oggi la notizia degli incidenti è stata diffusa dall'Agenzia Nuova Cina, secondo la quale le violenze sono scoppiate "dopo che la polizia aveva multato una donna incinta che stava scaricando merci da un carretto". L'agenzia riporta le affermazioni degli immigrati secondo i quali "non si è trattato di un caso isolato. Nei due mesi scorsi i commercianti cinesi si sono spesso lamentati del comportamento della polizia".

Gasparri: niente lezioni dal governo cinese «Il governo cinese farebbe meglio a preoccuparsi delle numerose illegalità che i propri cittadini attuano in Italia ed anche della illegale concorrenza che la stessa Cina fa agli imprenditori italiani con merci contraffatte ed una concorrenza sleale sotto tutti i fronti. È inaccettabile che il ministero degli Esteri cinese si permetta di fare delle note dopo i vergognosi fatti che sono successi a Milano». Lo ha dichiarato Maurizio Gasparri dell'esecutivo di An. «Un paese, tra l'altro - accusa Gasparri - che applica ancora la pena di morte e che forse meriterebbe un boicottaggio in vista delle prossime Olimpiadi. Non possiamo accettare né richiami né lezioni dal ministero degli Esteri di Pechino, e mi auguro che le autorità del nostro Stato intervengano con durezza nei confronti delle China-town teatro di illegalità che sorgono a Milano, a Roma ed in tante altre parti d'Italia. Presenterò un'nterrogazione al ministro degli Esteri per sapere se non consideri una grave interferenza la nota di Pechino».

Rapporto per la magistratura "Un rappporto dei vigili urbani sugli scontri a Chinatown sarà presentato dai vigili urbani in procura nei prossimi giorni". Lo dice Emiliano Bezzon, il comandante dei vigili, spiegando che sono in corso deposizioni di diversi testimoni. Anche la Digos sta preparando una relazione per i pm. Intanto la polizia ieri sera ha presidiato la zona con due camionette e 12 uomini. La prima ferma a metà via Sarpi, la seconda al confine del quartiere cinese, in piazza Baiamonti. Ma anche la notte è trascorsa tranquilla, con il bilancio degli scontri di ieri che parla di 14 contusi tra le forze dell'ordine e cinque persone ferite tra i residenti cinesi.

Controlli e carrelli I ghisa continuano i loro giri di controllo. Una pattuglia in auto con agenti esperti e quattro vigili in moto stazionano all'angolo tra via Bramante e via Paolo Sarpi, il luogo dove ieri si è tenuto il lungo presidio organizzato dopo gli scontri. "Ci comportiamo come sempre - dicono i vigili - presidiamo il territorio". In giro anche agenti di polizia in borghese e troupe televisive. E a ventiquattr'ore dagli scontri i negozianti tornano ad usare i carrellini sotto la sorveglianza della polizia locale. I vigili hanno letto, alle diverse decine di cinesi in strada, l'ordinanza del sindaco che regola la circolazione di questo mezzo di scarico. Divieto per la circolazione dei carrellini dalle 7.30 alle 10 del mattino e dalle 14 alle 19. Dunque dalle 10 alle 14 i carrellini possono circolare. L'unica eccezione è l'intralcio alla circolazione dei pedoni.

Cartelli "Basta discriminazione! Siamo milanesi anche noi!", "Diritto al lavoro, diritto inviolabile dell'uomo": lo si legge sui cartelli gialli che molti negozianti cinesi hanno affisso alle vetrine dei loro negozi in via Paolo Sarpi. È questa l'unica anomalia visibile oggi nella Chinatown milanese dove sembra essere tornata la tranquillità.