Milano è la capitale del benessere

La stampa estera ha scoperto questa nuova anima all’ombra della Madonnina

Francesca Amé

«Prima vendevano solo vestiti, ora gli stilisti milanesi vogliono di più: hanno cominciato a vendere lo stile di vita». Parola del tedesco Der Tagesspiegel. Che le cose stiano cambiando sul fronte dello stile di vita a Milano ce lo dice, da qualche tempo, la stampa estera. L'analisi è del massmediologo Klaus Davi che ha presentato ieri il primo Osservatorio internazionale sul benessere, una ricerca commissionata da Expocts, azienda partecipata da Fieramilano spa e Unione del Commercio, che in autunno porterà al nuovo polo fieristico di Rho il Wellness World Exhibition. «Milano - promette Carlo Bassi, amministratore delegato di Expocts - dal 20 al 23 ottobre prossimo avrà il suo primo salone dedicato alla cura del corpo e della mente con 8 padiglioni, 800 espositori, eventi aperti al pubblico e agli addetti ai lavori».
L'iniziativa non pare peregrina. Negli ultimi due anni i giornali stranieri hanno dato ampio rilievo alla nuova «anima» di Milano: le palestre di lusso, gli hammam, le spa (acronimo dal latino salus per aquam: ossia la salute attraverso l'acqua). Analizzando un centinaio di testate di tutto il mondo - Cina, Russia e mondo arabo compreso - Klaus Davi ha constato che non solo l'interesse per il wellness (il benessere di corpo e fisico) ha superato il fitness (ossia il puro sudore per stare in forma), ma che l'Italia riveste un ruolo molto particolare in questa nuova tendenza. La «dolce vita» delle terme vede la Toscana in testa, le Dolomiti dominano sul fronte delle spa, mentre la Lombardia (Milano in particolare) guida la classifica dei servizi sui centri benessere. Insomma, per gli stranieri che non hanno problemi di portafogli lo shopping a Milano, oltre che dal famoso quadrilatero della moda, non può prescindere da una visita in un centro fitness in qualche albergo esclusivo. Klaus Davi chiama tutto questo il paradosso all'ombra della Madonnina: Milano è la capitale italiana dei «workaholic» (i fissati con il lavoro) e al tempo stesso del benessere. «Un'ondata di modernità ha investito la città - ha detto -: lo vediamo dalla costruzione di alberghi attrezzati con splendidi centri benessere, boutique alla moda, spa sempre più innovative. Gli stranieri lo hanno percepito subito, anche grazie a marchi di fama che hanno favorito un'immediata ricaduta internazionale sull'immagine di Milano come capitale del wellness». Un nome su tutti: «È Spa by Ferré», che ha avuto enorme successo e gran seguito.
Sostenitore delle potenzialità di Milano nell'affrontare questa nuova esigenza del pubblico è l'assessore regionale allo Sport Pier Gianni Prosperini, che passa la pausa pranzo in palestra ed è un appassionato di boxe. Più dubbioso lo psichiatra Paolo Crepet: «Cambiare la cultura votata al martirio lavorativo di Milano nell'ozio romano è una bella sfida - ha commentato - è necessario passare dal fitness ossessivo al wellness, che è più libero e meno coercitivo». Che il wellness stia conquistando il cuore dei milanesi lo confermano anche il noto nutrizionista Giorgio Calabrese e Massimo Messina, che di mestiere fa il trainer e annovera tra i suoi clienti molti vip (sui quali però glissa). Persino i manager ne hanno subito il fascino: secondo una ricerca di Expocts su un campione di 500 manager e dirigenti italiani, quasi il 30 per cento passerà i prossimi ponti (Pasqua, 25 aprile, primo maggio, 2 giugno) a casa. Anche in compagnia del personal trainer: prima. Chiosa a questo punto l'americano International Herald Tribune: «La Milano modaiola si scopre attenta alla salute».