Milano capitale del gelato italiano

Fa capolino da dietro le vetrine, soffice, spumoso, colorato. Così bello da mangiarlo con gli occhi. Ogni anno, in estate, il gelato torna protagonista, come conferma una ricerca della Camera di commercio. La vera novità però, è che Milano risulta la provincia d’Italia con la maggior concentrazione di imprese di produzione e somministrazione di gelato, che rappresentano il 6,4 per cento sul totale nazionale, il 39 per cento su quello regionale. Non solo ma, a giudicare dalla crescita del settore, più 4,7 per cento solo nell’ultimo anno, l’indice di gradimento del gelato sarebbe in salita. Il 92 per cento delle imprese sono gestite da italiani, il restante otto per cento è ripartito tra egiziani (27,8 per cento), sul podio degli stranieri, argentini (16,7 per cento) e venezuelani (11,1 per cento). Ad andarne ghiotti, specifica la ricerca, sono soprattutto i 20-40enni e il languorino arriva normalmente tra le 16 e le 18 o tra le 21 alle 23.
Fin qui i dati. Attenzione però: quantità non è sinonimo di qualità e, soprattutto, in tema di gelato gli «occhi» è meglio lasciarli alla metafora. Quello buono si riconosce dal palato, come spiega Federico Grom dell’omonima gelateria (a Milano in via Alberto da Giussano 1 e via Santa Margherita 16): «Non bisogna lasciarsi ingannare dall’estetica. Un gelato con colori troppo vivaci e "montato" come panna si può ottenere solo con additivi artificiali, che possono essere di qualità più o meno buona, ma non con ingredienti naturali. Noi il gelato lo conserviamo nei pozzetti, come una volta».
Un altro buon test di naturalità sono i gusti: bandito il misterioso gusto «puffo», anche gli altri vanno scelti con cura. «In questa stagione via libera ai sorbetti al fico, al mirtillo, al melone, da evitare il mandarino, fuori tempo massimo anche la fragola».