Milano capitale della lotta all’obesità

La chirurgia come soluzione per chi deve perdere molti chili

L’obesità non è un problema estetico ma una vera malattia, che può avere conseguenze allarmanti (qualche volta addirittura mortali) a carico del cuore e della colonna vertebrale. Oggi in Italia ci sono oltre 5 milioni di obesi (dieci anni fa erano un milione e mezzo). Il problema, quindi, merita molta attenzione. Contro l’obesità gli specialisti consigliano, in prima istanza, una dieta equilibrata e una vita sana (vietata, dunque, la sedentarietà). Esistono anche terapie farmacologiche, che però devono essere elaborate caso per caso. Quando non si ottengono risultati apprezzabili si ricorre alla chirurgia.
La società italiana di chirurgia dell’obesità, nata quindici anni fa a Milano, terrà dal 3 al 5 maggio il suo congresso annuale, sotto la presidenza del dottor Roberto Sacco, che dirige il dipartimento di chirurgia dell’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Nella sua relazione introduttiva viene affrontato un tema importante: il passaggio dagli interventi del passato, molto invasivi, a quelli attuali, che sono mini-invasivi perché ricorrono alle metodiche video-laparoscopiche. A sua volta il presidente della società, professor Pietro Forestieri, chiarirà - con una inoppugnabile casistica - che «dopo l’intervento chirurgico il mantenimento del calo di peso è costante nel tempo, a differenza di altri trattamenti, dietetici o farmacologici».