Milano capitale scientifica Stanziato mezzo miliardo

Il ministro del Welfare: «Il sindaco Albertini farà da garante»

Milano capitale dell’Europa nel campo della scienza. Un obiettivo più vicino grazie a oltre mezzo miliardo di euro di fondi per cinque progetti presentati a Palazzo Marino dal ministro del Welfare Roberto Maroni. «Finanziamenti sbloccati dopo quattro anni di fatica» spiega il ministro. Si tratta dei fondi di avanzo di gestione dell’Inail e in tutta Italia consentiranno investimenti per 1,5 miliardi di euro, a cui l'anno prossimo se ne aggiungeranno altri per 1,9 miliardi.
I soldi avranno obiettivi sociali e serviranno a tre settori principali: sanità, scuola e formazione, sicurezza. I cinque finanziamenti di Milano saranno concentrati sulla ricerca, la formazione e la sanità. «Non si tratta di cinque progetti distinti - ha precisato Maroni - ma di un finanziamento per un progetto strategico: fare di Milano la capitale della scienza». Tanto che il ministro ha chiesto al sindaco Gabriele Albertini di farsi garante di questo obiettivo comune.
L'istituto Carlo Besta entro il 2009 avrà una nuova sede nella zona della Bicocca che costerà circa 160 milioni di euro, 120 dell'Inail e 40 messi a disposizione dal ministero della Sanità. L'istituto dei Tumori farà una serie di lavori di ristrutturazione di un edificio in via Amedea (costo totale dei restauri oltre 240 milioni di euro) in cui alla ricerca collaborerà anche l'Università Statale. E la Statale è coinvolta anche nel progetto dell'Humanitas di Rozzano, che a luglio ha iniziato la costruzione del centro di ricerca Cascina Perseghetto (finanziato con quasi 46 milioni) che ospiterà 300 nuovi ricercatori e dove ci saranno aule per gli studenti dei corsi di laurea in Medicina, Biotecnologia e Scienze infermieristiche.
Servirà per ospitare gli studenti di Giurisprudenza e Sociologia il nuovo edificio dell'Università Bicocca, finanziato con 73 milioni di euro. Al momento riceverà poco meno di 92 milioni l'Istituto Europeo di Oncologia, per cui però Maroni ha già promesso altri finanziamenti. L'idea è di realizzare un campus per la ricerca in oncogenomica nella zona Sud di Milano che coinvolga l'Ieo, l'Ifom (l'istituto Firc di Oncologia Molecolare), il Semm (European School of Molecular Medicine) e l'università statale, per poi arrivare nel tempo al Cerba, il Centro europeo di ricerca biomedica avanzata.
«Milano - ha spiegato Veronesi - potrebbe diventare la capitale europea della scienza. In questo progetto, noi seguiamo l'esempio del gigantesco parco scientifico realizzato da don Verzè. E speriamo presto di poter annunciare una grande alleanza fra questi poli perché la ricerca sul dna, oltre a essere uguale per tutte le patologie, ha anche costi elevatissimi e quindi un centro che possa servire a diversi istituti è ideale. Basti pensare che una macchina per la radioterapia a protoni costa con l'istallazione circa 50 milioni di euro». «In questo caso - ha concluso Veronesi - l'unione fa la forza». E don Verzè ha subito raccolto l'osservazione per spiegare che «è irragionevole non mettersi d'accordo perché occuparsi in due di una stessa cosa è uno spreco inutile». Secondo il fondatore del San Raffaele, bisogna unificare anche l'uomo, studiandone «non solo il dna, ma anche l'intelletto». E per questo, don Verzè ha annunciato di voler fare anche «una facoltà di Teologia e Mistica, anche se il vaticano non vuole».