Milano, il Cav al seggio Show tra i suoi fan: "Sinistra non governerà"

Il premier ottimista: "Milano non può essere
governata da chi guarda al passato". Poi scherza con gli scrutatori che gli chiedono di consegnare il cellulare: "Non ce l'ho, altrimenti mi spiano"

Milano - Vota tra gli appluasi dei sostenitori che sono accorsi allla scuola Dante di via Scrosati per dargli la carica. Silvio Berlusconi è disteso e fiducioso (guarda il video). E' convinto che i milanesi non possono voltare le spalle al buon governo e mettersi nelle mani di un estremista come Giuliano Pisapia. Si lascia addirittura scappare qualche battuta e non disdegna di fare le fotografie insieme ai propri fan. Sicuro di vincere anche il leader leghista, Umberto Bossi, che dopo aver votato alla scuola "Don Orione" di Affori assicura: "Vinciamo al primo colpo e la Lega prenderà tanto. Milano è sempre stata del centrodestra e speriamo che lo resti".

Il premier viene accolto nel cortile della scuola primaria "Dante Allighieri" dai sindaci del Pdl del milanese, tra cui Mario Mantovani, coordinatore regionale del Pdl e sindaco di Arconate. C'è anche Giulio Gallera, capolista del Pdl alle comunali insieme a Berlusconi e al vicesindaco uscente Riccardo De Corato. Stringe la mano al presidente e agli scrutatori, poi saluta i giornalisti. La sezione 502, a Lorenteggio, è storica: il Cavaliere ha sempre votato lì. Prima di essere inghiottito dalla cabina elettorale, gli viene chiesto di consegnare il telefonino. Berlusconi risponde sicuro: "Non ho il cellulare per un eccesso di controllo nei miei confronti". Dopo il voto, il presidente del Consiglio si intrattiene all’interno della scuola per un altro quarto d’ora.

"Non è pensabile che Milano non sia governata da noi - spiega Berlusconi ai suoi - noi guardiamo al futuro e non può essere governata da chi guarda al passato". "Come possono i moderati dare un voto a questa sinistra radicale, ai Vendola e ai Pisapia fiancheggiati dai centri sociali e dai violenti che hanno una visione della città e del paese contraria allo sviluppo?", si chiede il premier pur rimanendo convinto che i milanesi non volteranno le spalle a una amministrazione che ha fatto molto per la città. Dall'investitura dell'Expo 2015 alla rivoluzione urbanistica, dalla politica sociale in difesa delle famiglie più povere all'impegno nel dibattito culurale. Letizia Moratti ha portato il capoluogo lombardo nell'olimpo delle metropoli internazionali, fiore all'occhiello dell'Italia produttiva e competitor d'eccellenza delle altre capitali europee. "Vinceremo sicuramente al primo turno - assicura Mantovani - sarà una vittoria della Moratti, di Berlusconi e di Milano".

Berlusconi, che i suoi dicono di aver trovato di "ottimo umore", non si ferma a parlare con i giornalisti ma si limita a salutare i sostenitori e a raccontar loro qualche barzelletta (una anche sul presidente della Camera Gianfranco Fini). Poi, si intrattiene con un gruppo di ragazzi di un liceo milanese che gli ha parlato di una iniziativa per la festa della mamma che è stata organizzata la scorsa settimana. A questi il Cavaliere spiega l’origine dell’espressione "c’è un giudice a Berlino" ricordando la storia del mugnaio di Potsdam a cui un nobile confiscò arbitrariamente le terre e che, per ottenere giustizia, si rivolse a tutte le corti della Germania fino ad arrivare all’imperatore Federico II che, infine, gli diede ragione. Prima di lasciare la scuola, Berlusconi parla quindi ai sindaci per ricordargli che il loro ruolo è fondamentale perché sono delle antenne sul territorio e sono espressione della democrazia popolare. "Vi valorizzeremo molto - assicura il Cavaliere - sia nel partito che nelle sedi istituzionali".

In pieno centro città votano invece i due sfidanti: Letizia Moratti in via della Spiga, Giuliano Pisapia al liceo Berchet. Il sindaco uscente si presenta al seggio poco prima delle dieci e mezza. Con lei il marito Gianmarco che le dà forza e la accompagna mano nella mano, al seggio. "Trascorrerò il pomeriggio a casa, con mio marito e i miei figli - si limita a dire la Moratti - domani mattina si torna al lavoro". Nessun pronostico. D'altra parte, come ricorda proprio Gianmarco, "non sono cresciuti negli stadi". Non si dilungano troppo. Pisapia - pantaloni beige, camicia a righe e maglia appoggiata sulla spalla - si ferma invece a chiacchierare raccontando di aver apprezzato il concerto di Jovanotti e di aspettare "con trepida attesa" il risultato che domani uscirà dalle urne.