Milano che pedala tutti in bici per una domenica

Partenza e arrivo all’Arena: 20 km a passo lento perché le famiglie possano impadronirsi delle strade

Piace tanto ai milanesi perché per quel giorno, in sella alla bicicletta, i padroni della strada sono loro. E non c'è incrocio, semaforo e ingorgo che tenga. Parte domenica la 32ª edizione di MilanoChePedala, la sgambettata settembrina su due ruote diventata un appuntamento fisso per gli sportivi e i salutisti della città. Ma non solo per loro, visto che da anni nel gruppone di ciclisti con la canotta di carta bianca regalata dall'organizzazione (c'è scritto: 1, perché «oggi siamo tutti primi») ci sono anche tante famiglie con bimbi al seguito.
Inventata nel 1975 dall'Associazione nazionale atleti azzurri per gli amanti della bicicletta e degli sport all'aria aperta, la manifestazione è messa in piedi da undici anni dal Turbolento Veloclub (patrocinio della Regione e del Comune) con uno spirito che, col tempo, è diventato sempre più ecologista: «La bicicletta - dicono gli organizzatori - rimanda al concetto di risparmio energetico. Per pedalare bene infatti bisogna saper produrre e conservare le proprie risorse in modo efficace, senza sprechi inutili. Un insegnamento importante che può avere riflessi anche sul piano sociale».
Intanto domenica i partecipanti avranno a che fare con un percorso lungo venti chilometri che, secondo la stima di chi l'ha pensato, si consumerà alla media di 18 km all'ora. I ciclisti partiranno alle 11 dall'Arena civica del parco Sempione (il ritrovo è alle 10, il costo della partecipazione di 5 euro, e ci si può iscrivere anche all'ultimo momento alla partenza), e poi toccheranno nel loro giro Porta Volta e Porta Nuova. Scivoleranno per corso Buenos Aires, viale Abruzzi, piazzale Lodi, via Beatrice d'Este e Cinque Giornate per tornare, quindi, al punto di partenza. Nel mezzo sono stati allestiti anche dei bici-grill di ristoro, mentre per i bambini è stato ritagliato un mini circuito di cinque chilometri.
«È un evento importante - ha commentato Bruno Righetti, presidente della Federazione ciclistica italiana - perché dà l'occasione di mettere in bicicletta tante persone. Il ciclismo non è solo agonismo, ma significa anche stare insieme, salute, lotta all'inquinamento, passione».
Una passione che prende bene gli italiani se si pensa, dai dati forniti dagli organizzatori che solo quest'anno in Italia sono state vendute un milione e 300mila biciclette e che l'Italia, da sola, è una delle più grandi produttrici di bici con quasi il 50% della fetta del mercato europeo: due milioni sono quelle vendute all'estero in un anno.
La manifestazione (finanziata Autogrill, Aem, Bnl, Centrale del Latte di Milano, Eicma) è sostenuta dal Touring Club, dalla Confederazione italiana agricoltori, dalla Provincia di Milano e dalla Federazione Ciclistica. Nel corso della giornata sono previste esibizioni di mountainbike e degustazioni di prodotti tipici lombardi. Ci sarà spazio anche per la solidarietà a sostegno dell'associazione italiana mielolesi.