Milano è la città più videosorvegliata

Ci sono 350 occhi elettronici. Nel 2006 dovrebbero diventare 500

da Milano

Trecentocinquantatré telecamere già in funzione, con l’obiettivo di arrivare a cinquecento entro il 2006. E senza contare gli occhi elettronici aperti ogni giorno per vigilare sul traffico (trentotto secondo l’ultimo censimento). Milano è la città più videosorvegliata d’Italia, primato che rende fiero il Comune che ha messo a punto un piano di sicurezza legato alle tecnologie. Telecamere e colonnine sos sono in funzione praticamente dappertutto, dalle centralissime Piazza Duomo e Galleria Vittorio Emanuele ai parchi cittadini fino alla Stazione e a vie e zone più periferiche e meno trafficate. Le oltre trecento telecamere sono continuamente monitorate da una centrale operativa dei vigili urbani.
Le immagini vengono gestite da operatori della polizia (come prevede la legge) e sono custodite per quarantotto ore dopo le quali vengono automaticamente distrutte. E le registrazioni video possono essere bloccate solo su richiesta della magistratura. In ogni caso sono i cittadini a chiedere di avere un numero sempre superiore di telecamere in funzione per sentirsi più al sicuro. Una volontà confermata dal sondaggio commentato dal professor Renato Mannheimer e realizzato dalla Ispo su commissione della Fiera di Milano, in occasione della presentazione della mostra internazionale «Sicurezza 2004». Solo l’anno scorso, quindi, appena il 21 per cento degli intervistati rispondeva di non sentirsi rassicurato se, in un luogo pubblico, vedeva la presenza di personale di vigilanza o di telecamere. Il restante 79 guardava con favore ai sistemi di controllo e cioè tirava un sospiro di sollievo sapendo della presenza di chi tiene d’occhio eventuali movimenti sospetti.
Dal sondaggio dell’anno scorso, la percezione generale della sicurezza non è poi così bassa, dal momento che la media nazionale è del 6,1, leggermente superiore alla sufficienza. Il senso di insicurezza è particolarmente diffuso nelle grandi città e tra le casalinghe. Oltre il cinquanta per cento delle donne (53,7) dichiara di provare abbastanza spesso paura in casa. Una percentuale piuttosto alta (45,9) si trova anche tra i pensionati e un altro picco di rilievo è tra i lavoratori dipendenti: quasi uno su due ha spesso paura tra le mura domestiche. E purtroppo in questi casi le videocamere pubbliche non possono essere utili.