Milano-Crotone, cronaca di un’odissea su rotaia

Mancano alcuni vagoni: i passeggeri senza posto occupano due binari fino a mezzanotte poi decidono di partire coi pullman

Nino Materi

A volte ritornano. Ore 21.45 di ieri, Stazione Centrale di Milano. Sul tabellone delle partenze appare finalmente lui: il «mitico» espresso Milano-Crotone delle 22.15. «Il treno partirà dal binario 20», annuncia l’altoparlante. Il personale Trenitalia ha un brivido. Giovedì sera, lo stesso treno in partenza, stavolta dal binario 19, aveva creato un caos inaudito. Una carrozza, inizialmente considerata «fuori servizio», come recitava il cartello all’ingresso dello scompartimento numero 10, era stata frettolosamente rimessa in servizio, a causa delle decine di persone, con e senza prenotazione, che affollavano il binario in attesa di partire. Alla fine il treno parte in ritardo. Affollatissimo, ai limiti del regolamento. L’ipotesi del pullman sostitutivo («fino a Bari», secondo le dichiarazioni del personale Trenitalia) viene avanzata, e subito scongiurata.
Ieri sera, stesso problema. Il «popolo del Sud» lancia «l’assalto alla diligenza». I viaggiatori si dividono in due categorie: quelli con prenotazione del posto e quelli senza. I primi pensano - ingenuamente - di potersela prendere comoda, sicuri di non rischiare nulla; i secondi sono agguerriti come gli indiani che inseguono l’eldorado di un posto a sedere.
Arrivati al binario, la terribile scoperta. Come la sera precedente, mancano alcune carrozze, una o forse due. Ma di carrozze da rimettere in servizio sembra non essercene più. Chi prova ad avanzare la richiesta, riceve per risposta uno sconsolante: «Ci dispiace, ma non è possibile». «Non è possibile? Ma come, nella stazione più importante d’Italia non c’è la disponibilità neppure di una carrozza?». Panico. Presto la scena si trasforma nel set di un film western. Quelle disponibili si riempiono all’inverosimile nel giro di pochi minuti: borsoni giganteschi e pacchi mastodontici sigillati col nastro adesivo da imballaggio vengono introdotti anche dai finestrini ricordando scene che sembravano archiviate negli album dei ricordi; ci manca solo che spunti una valigia di cartone e l’ingiallito amarcord fotografico sarebbe pronto per essere riproposto sul display dei telefonini.
Un mix di antico e moderno che le ferrovie italiane riescono puntualmente a miscelare in modo che a prevalere sia sempre l’antico. Situazione degna del più scalcinato dopoguerra: i viaggiatori che vogliono salire sul treno superano di molto la disponibilità dei posti a sedere.
E il peggio deve ancora venire. I posti restano sempre insufficienti. Non potendo occupare le carrozze, la gente decide di occupare i binari. Sulla banchina del binario restano almeno altre quaranta, cinquanta persone che, nell’impossibilità di salire sul convoglio, chiedono ai dirigenti di Trenitalia l’aggiunta di qualche carrozza, almeno di «una» carrozza. In realtà ne mancano tre. La protesta dei passeggeri, circa una quarantina secondo quanto si è appreso dalla Polfer, monta. Alle persone senza posto, alle quali è stato proposto nuovamente il trasporto in pullman, si sono messe davanti a uno dei vagoni impedendo al personale di Trenitalia di agganciarvi la motrice.
Anche sull’espresso Milano-Crotone delle 23 si crea una ressa. Stesso problema: la mancanza di carrozze. E i binari da occupare diventano due. «Abbiamo predisposto un servizio alternativo di pullman - spiegano le Ferrovie - che sono già disponibili in stazione: alcuni hanno accettato e altri, per ora, no. Il problema è che non ci sono altri treni per Crotone fino a domani». Il disguido, che fa seguito ad altri simili, negli ultimi tempi, pare sia derivato dal recente cambio d'orario, che avrebbe comportato «anche un cambio di composizione di alcuni treni, alcuni dei quali, però, prenotati da tempo e con la vecchia configurazione». «Al momento - dice un testimone - sui due binari davanti al treno ci sono una quarantina di persone». Qualcuno decide di partire con il pullman. Ma questo non basta a sedare la rivolta degli aspiranti passeggeri. Cominciano i battibecchi tra chi vuole partire col treno, pur non avendo un posto a sedere, e chi il posto in carrozza ce l’ha, e vorrebbe che gli «altri» lasciassero partire il convoglio.
Si avvicina la mezzanotte, la situazione non cambia. La Polfer, contattata telefonicamente, non segnala nessun problema di ordine pubblico. «Per il momento è tutto ok ma non sappiamo altro». L’addetta di Trenitalia è ancora più evasiva, e si nasconde dietro i «non saprei». Poi la svolta. Con la mezzanotte prevale il buonsenso. Chi è rimasto a piedi viene convinto a salire sui pullman, i due treni partono e la situazione torna alla normalità.