«Milano deve promuovere il risparmio energetico»

De Albertis: «Servono incentivi per i nuovi progetti». Comune e Regione già in campo

Montecity Rogoredo, CityLife, Porta Vittoria, Isola Lunetta, Garibaldi Repubblica sono alcuni dei mega cantieri che si stanno per aprire a Milano. Cui si aggiungono le cosiddette «aree omogenee B2», 10 milioni di metri quadrati edificabili, recentemente «sbloccate» dall’amministrazione comunale. Il problema del risparmio energetico in materia di costruzioni si fa sempre più pressante, anche per le recenti novità legislative.
Per questo Assimpredil Ance ha organizzato il convegno, che si tiene oggi dalle 9,30 nella sede di Assimpredil in via San Maurilio 21, dal titolo «Le novità in materia energetica. Una sfida per il settore delle costruzioni». «Secondo i dati forniti dalla Commissione europea - spiega Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance - l’edilizia assorbe più del 40% dei consumi energetici totali (di cui solo il 70% è rappresentato dal fabbisogno degli edifici), mentre concorre per il 50% alle emissioni di anidride carbonica e per il 30% delle emissioni di polveri sottili. A Milano la situazione è ancora più complessa dal momento che la metà degli edifici, risalendo agli anni ’60, consuma molto, disperde calore e inquina. Se per queste costruzioni la questione è come adeguare gli impianti alle nuove normative (decreto legge 192 del 2005 e il decreto legge 311 del 2006), che impongono il dimezzamento dei consumi già dal 2008, la sfida si gioca per le nuove edificazioni. I palazzi costruiti nel 2000 offrono prestazioni energetiche del 70% migliori, in termini di consumi, sprechi e inquinamento, rispetto agli edifici di 50 anni fa». Ciò si può ottenere ricorrendo alle forme di energia rinnovabile (energia solare, fotovoltaica, geotermica, eolica, idroelettrica) e alle tecnologie come gli impianti di cogenerazione e di trigenerazione e i materiali per l’isolamento termico. Stesso discorso vale per l’inquinamento acustico: l’Unione Europea ha recentemente emanato una direttiva in materia, ma in Italia manca il regolamento applicativo ministeriale.
«L’inquinamento - osserva De Albertis - in sostanza sta cambiando il modo di progettare. I costruttori si trovano così a doversi adeguare alle nuove normative e a far fronte al problema dell’inquinamento atmosferico che sta soffocando la Pianura padana, con un conseguente notevole aumento dei costi». L’adeguamento energetico - secondo il presidente di Assimpendil - deve, quindi, essere incentivato e sostenuto dall’amministrazione, che a Milano sta già lavorando: l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli, infatti, sta pensando a norme premiali come la riduzione del 50% degli oneri di urbanizzazione, mentre la Regione Lombardia ha parlato di incrementi del volume edificabile.