Milano diventa bersaglio del Bie «Per Expo ritardi inaccettabili»

Milano si prepara all’Expo, dedicando all’esposizione universale un’intera settimana di appuntamenti. Ieri l’antipasto al vetriolo all’incontro pubblico «Expo: Milano chiama mondo» con le comunità straniere della città, organizzato dal Comune a palazzo Reale. Ospite d’onore il segretario del Bie, Vicente Loscertales, che non ha perso occasione per ricordare ritardi e polemiche: «I problemi degli ultimi due-tre anni sono stati una tortura, ma fortunatamente sono alle spalle. Il cammino è ancora lungo e probabilmente ci saranno nuovi problemi, ma quello peggiore resta l’immobilità e ora per fortuna si vedono i primi progressi. Per la prima volta l’Expo mostrerà la sua faccia si è iniziato finalmente a lavorare sul sito - il monito - ora però bisogna fare di questo un progetto nazionale». Ne sa qualcosa l’ad della società Expo 2015 spa, Giuseppe Sala, che ha dovuto lottare contro le lancette dell’orologio fino ad oggi, consapevole della sfida che lo aspetta: «Riuscire a trasmettere qualcosa di più rispetto ai temi riguardanti le gare e i terreni è l’obiettivo della tre giorni. Dobbiamo spiegare più concretamente il nostro percorso: faremo una sintesi di ciò che abbiamo fatto e di ciò che dobbiamo fare. L’operazione simpatia per Expo che deve nascere - ha concluso Sala - deve essere corroborata da qualcosa di più delle parole che finora abbiamo speso».
Expo - questa una certezza - sarà così come è stato presentato: nessuna modifica o ridimensionamento ulteriori all’orizzonte. «Altri ridimensionamenti? No, adesso c’è bisogno di accettare la proposta che ho fatto, su cui non credo ci siano più residui problemi - spiega Sala -. È chiaro che se partiamo con la prima gara importante, e stiamo lavorando per farlo entro fine novembre, poi non sarà più tanto facile ripensare al progetto». Non ostenta la stessa sicurezza il sindaco e commissario straordinario Giuliano Pisapia: «C’è sempre il rischio di perdere quei soldi (un miliardo chiesto al governo, da cui non è ancora arrivata una risposta, ndr) sono convinto che la vigilanza di Milano, della Provincia e della Regione possono dare garanzia affinché non ci verranno tolti questi soldi importanti per un grande evento da cui dipende la credibilità dell’intero paese. Quel che è certo - ha spiegato - è che i soldi sono stati bloccati e nessuno li ha sbloccati, che significa quasi 1 miliardo di euro che saranno investiti a Milano per Milano. Questi soldi serviranno per lo sviluppo dell’Italia, della città metropolitana e della regione Lombardia».
Intanto questa mattina prende il via la tre giorni di lavori: si comincia alla Loggia dei Mercanti con la cerimonia delle bandiere, che vedrà sfilare tutti i paesi che hanno già aderito a Expo. Seguiranno convegni e dibattiti. Domani gli oltre quattrocento delegati si trasferiranno a Cernobbio per l’«International Participants Meeting» un momento di discussione sulle regole e sulle modalità di partecipazione.
Venerdì partiranno i lavori per pulire da tutti gli ostacoli il sito.