«Milano diventi il laboratorio politico di An»

Milano diventi laboratorio politico anche per Alleanza nazionale. Qui si studino nuove strategie anche in vista del nuovo partito unico e qui al più presto il centrodestra convochi gli Stati generali per il Nord. A chiederlo il vicesindaco e senatore Riccardo De Corato riprendendo l’impegno di Gianfranco Fini per la regionalizzazione del partito. «Fini a Roma - spiega De Corato - nella sua replica all’assemblea nazionale ha parlato della necessità di un modello organizzativo ispirato alla collegialità e a una sempre maggiore regionalizzazzione. Un passaggio indispensabile per valorizzare le nostre forze, ma soprattutto in vista della creazione del partito unico». Un progetto lanciato dal premier Silvio Berlusconi e recentemente sponsorizzato da Fini e dall’Udc con il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. «Il rilancio politico del Nord - aggiunge il vicesindaco - deve passare proprio attraverso l’unione delle risorse di An, Forza Italia e Udc, i tre partiti che si sono per primi alleati. La Lega si aggiungerà federandosi. E allora proprio adesso è quantomai indispensabile rafforzare i partiti in periferia».
Un processo a cui si dovrà arrivare per gradi, addirittura con una modifica dello Statuto di An. L’appuntamento già per il prossimo autunno, data in cui è stata fissata la conferenza programmatica del partito. E occasione nella quale i dirigenti lombardi si preparano a ricordare l’impegno di Fini alla regionalizzazione e alla maggiore collegialità. «Non bisogna dimenticare - sottolinea De Corato - che proprio al Nord ci sono le due regioni, Lombardia e Veneto, in cui alle ultime elezioni la Casa delle libertà non solo ha tenuto, ma ha sconfitto il centrosinistra. Per cui va bene la devoluzione con la tutela di Roma e gli aiuti al Mezzogiorno, ma a noi chi pensa? Abbiamo dato il nostro contributo, ma non vorrei che si dimenticasse che anche qui in Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria servono motivazioni politiche».
Stati generali a Milano, dunque, da convocare al più presto. «Un’occasione per definire una strategia del Nord e non disperdere il bagaglio di consenso elettorale. E, propone De Corato, partiti non più strutturati su federazioni provinciali, ma coordinamenti interregionali di più ampio respiro. Tre strutture, una al Nord, una al Centro e una al Sud magari all’inizio solo di An, ma subito dopo del nuovo partito unico. «Un modo - spiega - per lavorare in un’ottica interregionale, ma sempre tenendo ben presente l’interesse nazionale». E poi tornare a quelle che una volta erano le scuole di partito, corsi per formare i futuri amministratori del centrodestra, o magari i consiglieri destinati ad andare all’opposizione. Per chi, invece, avrà responsabilità negli enti locali, una banca dati informatica con le esperienze già fatte e a cui tutti possano attingere.