«Da Milano dobbiamo ripartire coi congressi»

«Sarei stato più convinto del governo Monti se ci fossero stati anche ministri politici, ma mi sembra una compagine positiva: il livello dei tecnici è alto» commenta il presidente della Provincia, Guido Podestà.
Pensa che la presenza di Corrado Passera al governo avrà un effetto positivo sul destino delle infrastrutture lombarde Pedemontana, Brebemi e Tem?
«Penso proprio di sì. È un uomo che ha creduto da sempre in queste infrastrutture, impegnando il suo istituto in questi progetti quant’altri mai. Mi sembra positivo trovare allo Sviluppo e alle Infrastrutture Passera, uomo capace, pragmatico ma anche di visione e progetto».
Non vede controindicazioni nel fatto che sia un banchiere?
«Ha ben presente le difficoltà che ha il sistema bancario e questo lo rende particolarmente apprezzato. Conosce bene il tema delle infrastrutture ma anche delle Piccole e medie imprese, ne conosce fragilità e positività. Adesso assumerà anche una visione politica di tali questioni. E poi con Monti potrà avere un dialogo a due positivo e questa è una grande differenza rispetto al passato».
In questo contesto è ripartito anche il dialogo con l’Udc?
«Ho visto che anche Mario Mauro rilancia questo tema che io da sempre sottolineo. Non ho mai capito perché anche alle mie elezioni l’Udc si sia schierata prima da sola e poi con Penati! Credo che i valori del popolarismo europeo ci accomunino. Dovrebbero riflettere su questa posizione...».
È un invito in giunta?
«Non esiste assolutamente. Stiamo lavorando su progetti come la città metropolitana ma tutt’altro è entrare in giunta: non l’ho mai detto e non mi sono mai sognato di farlo. Noi abbiamo un patto di ferro con la Lega».
In che cosa consiste questo patto di ferro con la Lega?
«Ci siamo presentati con un programma comune e non vediamo alcun motivo di interrompere un rapporto che nel tempo si è dimostrato più che positivo»
E come si concilia con l’apertura all’Udc?
«Il mio è più un invito a riflettere sulle loro contraddizioni rispetto ai valori di riferimento comuni».
In questa nuova fase politica, i congressi del Pdl dovrebbero essere rimandati? O lei è tra coloro che li ritiene ancora più urgenti?
«È il momento per avviare al più presto l’attività congressuale. Almeno a Milano, è indispensabile partire al più presto».