Milano, droga nelle discoteche dei vip: 5 arresti Belen rivela: "Cocaina nei bagni dell'Hollywood"

Sballo e droga: ecco il coktail micidiale delle notti
milanesi. Posti i sigilli all'<em>Hollywood</em> e al <em>The Club</em>: <strong><a href="/fotogallery/droga_discoteche_vip_chiusi_hollywood_e_the_club/hollywood-the-club/id=2230-foto=1-slideshow=0">guarda la gallery</a></strong>. In manette anche due funzionari comunali accusati di aver intascato bustarelle per &quot;sfavorire&quot; i controlli. <strong><a href="/interni/milano_scopre_sballo_quarantenni/27-07-2010/articolo-id=463551-page=0-comments=1">Milano scopre lo sballo dei quarantenni</a></strong>

Milano - Le discoteche milanesi Hollywood e The Club nell'occhio del ciclone. Cocaina, champagne e mazzette: ecco il coktail micidiale delle nottate meneghine. Questa mattina la squadra mobile ha arrestato tre persone per spaccio e altri due dipendenti comunali accusati di intascare mazzette per "addomesticare" i controlli nei locali notturni (guarda il video choc). Intanto, l'autorità giudiziaria ha perquisito il Just Cavalli e il The Beach e posto i sigilli ai due "templi" del divertimento. "E' notorio che all’Hollywood circoli cocaina, un pò come in altri locali - rivela Belen Rodriguez - e mi è capitato anche domenica scorsa di vedere all’interno del bagno esterno al privè tre ragazze cubane che assumevano cocaina".

Cinque persone in arresto Serate "brave" a base di coca e champagne. Secondo le accuse all’interno delle discoteche era prassi che vip e industriali ordinassero champagne nel privè e che le consumazioni venissero accompagnate da uso di cocaina. Agli arresti Alberto Baldaccini, socio della Vimar Srl, società proprietaria dell’Hollywood. Insieme a lui Davide Guglielmini, gestore della nota discoteca di corso Como e Andrea Gallesi responsabile del privè. Le indagini, avviate nel maggio del 2007, si sono sviluppate in due distinti filoni: il primo ha riguardato lo spaccio di droga all’interno dei locali notturni nei quali i tre destinatari della misura cautelare consentivano il consumo di cocaina nelle aree riservate; il secondo filone ha, invece, documentato episodi di concussione, corruzione e falsità materiale commessi dal funzionario comunale e dal componente della commissione per favorire i proprietari in occasione dei controlli amministrativi. Altre 19 persone sarebbero indagate.

I controlli amministrativi L’inchiesta, coordinata dal pm di Milano Frank Di Maio e dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, è nata da alcune irregolarità amministrative riscontrate dagli inquirenti nella gestione di alcuni locali notturni milanesi e nell’ambito di un procedimento "parallelo" su un presunto spaccio di droga all’interno di alcune discoteche del capoluogo lombardo. Il destinatario della quinta misura cautelare agli arresti domiciliari è Rodolfo Citterio, membro della commissione comunale di vigilanza sui locali e presidente del Sindacato dei locali da ballo (Silb). Secondo quanto è emerso dalle indagini Citterio avrebbe, dietro compenso, avvertito i proprietari dei locali di controlli imminenti oppure avrebbe rimandato le verifiche per permettere di apportare le modifiche strutturali necessarie ai locali.

Belen: "Cocaina nei bagni" "Ho fatto uso di cocaina insieme a Francesca Lodo, a casa sua, solo due volte nei primi giorni di gennaio 2007 - racconta belen Rodriguez - in entrambe le occasioni la droga me l’ha data Francesca. Non so dove Francesca la prenda, ma sono certa del fatto che ne fa assai uso". Nell’ordinanza di custodia cautelare a carico di cinque persone, compare anche la testimonianza della showgirl che avrebbe raccontato agli inquirenti che all’interno dell’Hollywood veniva consumata abitualmente droga: "Francesca Lodo mi invitava spesso ad andare nei bagni dell’Hollywood, le domeniche, sere in cui stavamo insieme con tutti i componenti del gruppo Lele Mora, ma io non la seguivo perchè temevo l’effetto della cocaina".

La Lodo: querelerò Belen Ma l'ex Letterina Francesca Lodo tramite il suo avvocato, Francesco Murgia, dopo aver appreso delle dichiarazioni della sua ex amica Belen, riportate nell’ordinanza ha detto: "Le dichiarazioni di Belen al riguardo sono da considerarsi false, diffamatorie e calunniose. Ho dato mandato al mio legale di perseguire in ogni sede, sia civile sia penale e con i mezzi più appropriati, l’autrice di tali affermazioni".

Un filone di Vallettopoli L’inchiesta è infatti nata da uno stralcio di quella che ha riguardato Fabrizio Corona in relazione a presunti fotoricatti ai danni di vip. Gli investigatori avrebbero anche piazzato delle microcamere per filmare il via vai nei bagni dell’Hollywood, dove alcuni vip e frequentatori della discoteca hanno sniffato cocaina. Secondo le testimonianze, molto spesso la droga veniva assunta nei bagni dei privee dei due locali e Pietro Tavallini, arrestato tempo fa, interrogato sempre nel marzo 2007, aveva affermato di aver visto anche "Aida Yespica e Annalaura Ribas assumere cocaina e so che l’hanno fatto insieme". Anche Fernanda Lessa, sentita come testimone il 27 marzo 2007, aveva detto: "Ho assunto cocaina insieme a Tavallini parecchie volte, in diverse circostanze e talvolta all’interno di qualche locale come l’Hollywood o il The Club".

Feste e cene per corrompere C’erano anche feste e cene gratuite, in locali notturni milanesi, come forma di tangente per corrompere i pubblici ufficiali.  In uno dei capi d’imputazione del provvedimento si legge, a proposito di Aldo Centonze, una delle persone ai domiciliari, che "nella sua qualità di pubblico ufficiale all’ufficio del demanio, con la mansione di istruttore direttivo ai servizi tecnici (...) ha ricevuto da Citterio utilità consistite nella partecipazione gratuita a serate e cene in locali notturni, quale compenso corrisposto" affinché compisse o per aver compiuto "atti contrari ai doveri d’ufficio".

Il gip: "Consumo favorito dai gestori" Secondo la ricostruzione del gip Giulia Turri, "l’attività di consumo è non solo tollerata dai gestori, ma anche favorita, attraverso vari espedienti, quali in particolare la creazione di spazi riservari a tale finalità e il controllo dei privè a opera degli addetti alla sicurezza, garanti della riservatezza". "Dall’esame degli atti trasmessi dal pm - scrive il gip - emerge come il consumo delle sostanze stupefacenti all’interno dei locali fosse considerato talmente normale che i clienti erano consapevoli, non solo della possibilità di reperirlo all’interno dei locali stessi senza alcune difficoltà, ma anche della facilità di consumo in tutta riservatezza che il sistema di sorveglianza dei privè garantiva loro". Nelle carte dell’inchiesta ci sarebbe anche una intercettazione nella quale Emiliano Bezzon, ex comandante della polizia locale di Milano, parla con Citterio, chiedendogli di fargli sapere quali sono i locali dove si spaccia, in modo da intervenire con un blitz delle forze dell’ordine. Bezzon risulta indagato nell’inchiesta per abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio.
Indagata per abuso d’ufficio anche la ex vice direttrice generale del Comune, Rita Amabile. Il suo nome compare nell’ordinanza di custodia cautelare a carico delle cinque persone finite agli arresti domiciliari, si parla di "rapporti di amicizia e conoscenza" tra Citterio e la stessa Amabile. Citterio, secondo l’accusa, avrebbe chiesto una tangente da 40 mila euro ad Alberto Savoca "per fargli ottenere" il "parere di agibilità" dalla commissione comunale di vigilanza per aprire il locale Qin nella zona del parco Lambro. Citterio, sempre stando all’ordinanza, avrebbe manifestato a Savoca i suoi "rapporti di amicizia e conoscenza" con la Amabile.

De Corato: in dieci mesi chiusi dieci locali "Quello della Magistratura è un intervento legittimo, la situazione stava degenerando: se Milano è diventata capitale dello spaccio, crocevia di un traffico che arriva dal Sudamerica e non solo, è anche a causa di questi luoghi in cui la droga girava con estrema facilità", dice il vicesindaco e assessore alla sicurezza Riccardo de Corato, ricordando che su intervento della polizia locale in 10 mesi sono stati chiusi 10 locali." È stato proprio a seguito di un controllo congiunto di Polizia Locale e Guardia di Finanza che sono partiti gli accertamenti sull’ Hollywood - afferma de Corato - Ora l’inchiesta farà il suo corso e ne attendiamo serenamente gli esiti". De Corato ha sottolineato l’attivita di contrasto all’illegalità, con 191 controlli a discoteche, 24 violazioni e 4 reati accertati e 2 denunce, e poi 347 controlli a circoli privati con 86 violazioni, 9 reati accertati e 11 denunce. "La Polizia locale - prosegue De Corato - collabora inoltre al pool della Procura, voluto e coordinato dal procuratore Nicola Cerrato, che nei primi 6 mesi del 2010, insieme a polizia di Stato, vigili del fuoco, Asl e Siae, ha messo i sigilli complessivamente a 4 discoteche e a 14 circoli privati che svolgevano abusivamente l’attività di pubblico spettacolo".