Milano, due inchieste per l’aborto gemellare sbagliato

Sulla morte della gemella sana nel caso di interruzione selettiva di gravidanza indagano l’ospedale milanese e la magistratura.Erano identiche. Scambio di posto nel ventre materno

Milano - Una maledetta fatalità. È racchiusa in queste parole per l’ospedale San Paolo di Milano la tragica sorte della gemellina fatta abortire per sbaglio. Resta da chiarire se anche le autorità competenti - a cui l’ospedale ha messo a disposizione «tutta la documentazione relativa al caso clinico» - saranno dello stesso avviso. Così, per un aborto sbagliato, ci si trova con due indagini in corso: una interna al nosocomio, l’altra in procinto di essere condotta dagli inquirenti.

Fa discutere il caso della madre che aveva deciso di abortire una delle sue due gemelle, portatrice di gravi alterazioni cromosomiche, e a cui invece è stato asportato il feto sano. Una decisione presa non solo per la certezza del pesante handicap, ma anche perché avrebbe potuto creare dei problemi alla sorellina. Ma per questa mamma quarantenne, il dramma non si è concluso nel sacrificio di una figlia. A non nascere è stata la gemella sana. A quanto pare perché le due sorelline si sarebbero scambiate di posto. Uno scambio di cui i medici non si sono accorti. «Dall’indagine interna che abbiamo condotto - spiega il direttore sanitario - abbiamo riscontrato che era impossibile accorgersene perché le gemelline erano identiche. La malformazione era stata riscontrata attraverso l’amniocentesi». L’aborto selettivo si è così rivelato ancora più duro del previsto. Per i sanitari e la madre è stato uno choc: il feto con handicap era rimasto nella pancia della mamma. Una sopravvivenza che è durata però solo qualche giorno. La madre si è infatti sottoposta a un’altra interruzione di gravidanza volontaria nei confronti dell’altra figlia, quella malata.

Ora si viene a sapere che la donna potrebbe aver denunciato l’ospedale. «Non ne abbiamo avuto sentore - spiega il direttore del San Paolo Mauro Moreno -. Noi abbiamo comunque svolto un’indagine interna e i risultati non lasciano dubbi: si è trattato di un fatale errore per questa gravidanza che ha presentato due anomalie rare ma possibili: delle due gemelle solo una presentava delle malformazioni e - soprattutto - le due sorelline si sono scambiate di posto nel giro di qualche giorno». E proprio questo cambio di posto ha comportato l’errore.

Un evento che la madre certamente non sospetta che possa accadere quando a giugno scopre che una delle sue figlie è portatrice di un’alterazione cromosomica. La donna s’affida allora all’équipe del professor Giorgio F. Bolis che dirige il reparto di ostetricia altamente specializzato del San Paolo. Il nosocomio milanese vanta una notevole esperienza in gravidanze gemellari, non a caso qui è stata seguita qualche anno fa una supermamma incinta di otto gemelli. Ne sopravvisse la metà. Dopo aver scoperto, dalle analisi condotte sul liquido amniotico, la sindrome di Down da cui sarebbe stata affetta la bambina, trascorsa poco più di una settimana la donna entra in sala operatoria. L’interruzione volontaria riesce perfettamente, ma appena effettuati i primi esami sul feto si scopre l’equivoco. Quello tolto con i bisturi è quello sano. La madre torna in sala operatoria per non far nascere la sopravvissuta. Ma com’è stato possibile un errore così madornale? «La causa va attribuita - risponde il dottor Moreno - all’identicità dei feti dimostrata dall’ecografia. Non si riscontrano malformazioni e differenze, nulla li distingue». Così in sala operatoria l’équipe medica interviene sulla gemella che aveva individuato come malata tramite le analisi del liquido amniotico. E scopre solo ad aborto avvenuto il cambio di posto e la morte della gemellina sana. Una morte su cui anche le autorità competenti saranno chiamate a far luce.