Milano e Atm regalano 37 autobus a Kabul

Anche l’Amsa invia 12 camion. La cerimonia ufficiale si terrà il 20 aprile in Afghanistan

Giannino Della Frattina

nostro inviato a Kabul

From the people of Milan to the people of Kabul. Scritto in inglese e in dahri, la lingua che tutti qui capiscono. Lettere grandi che occuperanno le fiancate dei trentasette autobus e dodici camion per la raccolta dei rifiuti regalati alla capitale afghana dal presidente dell’Atm Bruno Soresina e da quello dell’Amsa Fausto Talenti. Poco più di un mese e quelli che sembravano soltanto convenevoli di circostanza sono diventati realtà. Lo aveva promesso il sindaco Gabriele Albertini a fine dicembre durante il suo colloquio con il primo cittadino di Kabul Ghulam Sakhi Noorzad. Quaranta giorni di trattative tessute da Andrea Vento, responsabile delle Relazioni internazionali del Comune di Milano, e tutto è diventato realtà. Scritto nero su bianco e firmato con cerimonie ufficiali davanti al ministro dei Trasporti Mohammad Hashim Waezzadah e al sindaco.
«Un segnale importante - commenta Giovanni Bozzetti, l’assessore di Palazzo Marino con delega alla Cooperazione internazionale -. Soprattutto in questi giorni di tensione. Arrivare qui con iniziative umanitarie è sicuramente il modo migliore per far guadagnare anche ai nostri militari, che stanno svolgendo un lavoro fondamentale, la fiducia della popolazione».
Ora mancano da definire soltanto gli aspetti tecnici. «Entro il 20 febbraio - spiega Giuseppe Campagnoli, consulente dell’Amsa volato a Kabul per definire i termini della consegna - i mezzi saranno preparati e portati da Milano fino al porto di Genova. Lì saranno imbarcati e salperanno con destinazione Karachi, in Pakistan». Da lì sarebbero cominciati i problemi, se una serrata trattativa con il ministro dei Trasporti non avesse sbloccato la situazione. La strada da Kandahar, a sud e dunque in mano ai talebani, è più percorribile ma pericolosa. L’alternativa sono i terribili tornanti con i passi da valicare per raggiungere Kabul. «Di tutto - assicura Bozzetti - si occuperanno gli afghani». «Nessun problema invece - assicura Angelo Banfi, responsabile dell’Amsa - per i raccoglitori di rifiuti».
E così al Comune resteranno soltanto le spese di spedizione via mare (in via di definizione con uno spedizioniere, auspicabile l’intervento di privati o di sponsor), dato che all’appoggio logistico penseranno i militari dell’Isaf, la missione Nato attualmente guidata dal contingente italiano comandata dal generale Mauro Del Vecchio. Di stanza a Solbiate Olona, ma con comando «milanese» in via Cusani. «Per noi afghani - le parole del sindaco di Kabul, personaggio dal grande carisma cui s’increspa un po’ la voce - l’aiuto di un amico non si dimentica mai. Questa collaborazione fra le nostre città è un miracolo». E poi, da lui che ha visto il colpo di Stato e conosciuto lunghissimi anni di esilio, arrivano le parole di ringraziamento per i militari italiani. «Il vostro lavoro - aggiunge - ci ha consentito di vivere in un clima di sicurezza. Grazie al vostro impegno la notte dormiamo tranquilli». L’appuntamento è per il 20 di aprile. Con la missione italiana in scadenza e pronta a cedere la bandiera, la partita della nazionale cantanti e la cerimonia di consegna dei mezzi.
Nell’accordo, con lo spirito e l’acutezza che veste come un abito tagliato su misura, si inserisce anche il nunzio apostolico di Kabul. Il religioso che, nella chiesa dell’ambasciata italiana, celebra l’unica messa dell’Afghanistan. Scherzando scherzando, alla fine riesce a strappare un minibus per le «suorine» come le chiama il monsignore, impegnate nell’assistenza a bambini e handicappati. «Non vorrete mandare - scherza - i musulmani in bus e le povere suorine di madre Teresa di Calcutta a piedi? Sarebbe mica giusto». Detto fatto. Via libera da Atm e arriverà anche il minibus.