Milano e Brescia, tensione su Edison

La discussione sul rinnovo dei patti tra gli azionisti del gruppo
energetico deve ancora cominciare ma i soci italiani sono già in manovre. Zuccoli (Aem): "Totalmente d’accordo con i francesi". Capra (Asm): "Senza l’intesa possibile anche uno spin off". Edf tace

da Milano

Edison ha chiuso in crescita del 2,3% a 2,316 euro ieri a Piazza Affari, dopo essere salita anche del 4%, spinta dalle speculazioni su una possibile Opa che potrebbe essere lanciata nella seconda metà del prossimo anno se il socio italiano di controllo Delmi (che comprende Aem Milano e soci minori e che comprenderà anche Asm Brescia dopo la fusione con Aem) non troverà un accordo con la francese Edf. Le due società, come mostra il grafico qui a fianco, controllano pariteticamente Transalpina che a sua volta detiene il 63,3% di Edison. Se un domani Transalpina dovesse passare a uno solo dei soci dopo un’asta, l’Opa su tutta Edison diventerebbe inevitabile. I patti parasociali prevedono che il nuovo accordo venga rinegoziato entro fine marzo e che il patto scada a fine ottobre.
Così, quello che sorprende (e anche un pochino, che diverte) è la volata lunghissima che gli operatori di Borsa fanno mostra di essere intenzionati a fare: con ogni probabilità non durerebbe meno di un anno. Ma in fondo non hanno tutti i torti, e intanto movimentano un po’ il titolo. «Nelle sale operative ci sono alcuni studi con prezzi obiettivo per Edison intorno a 2,8-2,9 euro. In un mercato che cerca idee Edison in questa fase è preferita» ha detto e Reuters un trader di una grossa sim milanese. A dare lo spunto sono infatti le esternazioni, tutt’altro che estemporanee, dei due presidenti di Aem e Asm: Giuliano Zuccoli e Renzo Capra. Ieri è toccato a Zuccoli: «Occorre un riassetto della governance attuale che permetta di eliminare da un lato possibili motivi di scontro e dall’altro invece valorizzare al massimo Edison» ha detto. Ma che cosa vuole Zuccoli? «Non abbiamo chiesto niente, si vedrà dopo quando siederemo al tavolo» ha risposto. La poltrona di Umberto Quadrino (ad Edison) traballa? «Chiedetelo ai francesi» (che hanno il diritto di nominare l’ad, ndr). «È cambiato lo scenario - ha precisato riferendosi agli equilibri di Edison - con la parte italiana che si è rafforzata: il nuovo aggregato Aem-Asm diventa unico interlocutore». Zuccoli ha voluto sottolineare che con Edf «siamo totalmente d’accordo» e che gli incontri con i vertici francesi sono frequenti, ma che colloqui sulla modifica dei patti parasociali non sono stati avviati: «Siamo fiduciosi che presto ci si possa sedere a un tavolo, quando non lo so ancora».
Ma allora, se le cose stanno così, perchè questo strano settembre a parlare e dare interviste (come ha fatto sabato scorso Capra) sul futuro assetto di Edison? A ben guardare la risposta viene dagli interventi di Zuccoli e Capra. Per ora la posta in palio è un’altra: si chiama Asem, la società che nascerà dalla fusione di Aem e Asm. Le assemblee per il via libera definitivo si terranno il 22 ottobre, la fusione diverrà effettiva dal 1° gennaio 2008. Gli accordi stabiliscono ruoli e cariche, ma far convivere due galli in un pollaio non è mai cosa facile. Così ognuno cerca di ritagliarsi i suoi spazi in quello che sarà comunque il tema Edison dei prossimi mesi. Così, più che su Edison, oggi è in corso una partita su Asem. E la possibile spartizione di Foro Buonaparte? Piace alle banche d’affari, Capra l’ha fatta lampeggiare. Ambienti Edf fanno sapere che non se ne parla. Vedremo.