Tra Milano e i suoi cinesi la pace arriva a ping pong

L’assessore Terzi, sei mesi dopo gli scontri tra la comunità e la polizia: «Lo sport unisce quello che l’uomo divide»

Ci sono stati migliaia di tifosi divenuti inconsapevoli protagonisti di sottili manovre internazionali. Con il loro biglietto per l’accesso a stadi o palazzetti si sono ritagliati un posto nella storia. L’arma dello sport per dipanare matasse diplomatiche è stata usata al pari di pranzi o feste da governanti e segretari di Stato. Partite di ogni tipo, dal calcio al cricket. La più famosa in politica internazionale rimarrà, comunque, la «diplomazia del ping pong» tra gli Stati Uniti di Kissinger e Nixon e la Cina nel 1972.
Milano tenta questa carta con un’amichevole di tennistavolo tra Italia-Cina, nella quale si affronteranno cinque uomini e cinque donne della Repubblica Popolare Cinese e otto promesse italiane. Il match, che si disputerà il 5 novembre alle ore 18 al Palalido, arriva a distanza di sei mesi dagli scontri in via Paolo Sarpi tra polizia locale e comunità cinese. Una questione ancora aperta e parzialmente irrisolta. «Lo sport è un mezzo per unire quello che l’uomo riesce a dividere», spiega l’assessore comunale allo Sport e al Tempo libero, Giovanni Terzi. «Questa amichevole - aggiunge - è un grande segnale positivo dell’attenzione che la nostra città dedica allo sport e alle diverse culture. E a volte - come dice lo slogan della manifestazione - l’unica cosa da fare è mettersi tutti intorno a un tavolo. E giocare».
A lanciare l’idea sono stati il Comune di Milano e la Federazione italiana tennistavolo che ha fatto da tramite tra una città e un Paese. La risposta della Cina è arrivata immediata. «Lo sport senza frontiere è il volano per la cultura senza frontiere», ha commentato il console cinese Zhang Limin. «Negli ultimi anni con l’Italia - ha precisato - si sono intensificati gli scambi commerciali in tutti i settori».
La squadra cinese ha modificato i suoi programmi di allenamento in vista delle Olimpiadi del prossimo anno per essere qui lunedì: «La Cina è impegnata infatti in questi giorni nella preparazione atletica. Ospitarla a Milano è un riconoscimento anche per la Lombardia che conta il maggior numero di tesserati e di medaglie vinte».
Al di là della connotazione amichevole e della valenza sociale che la partita porta con sé, si annuncia un evento sportivo di tutto rispetto. Al Palalido si vedrà giocare la squadra più forte del mondo, con atleti abituati a fare razzie nelle competizioni internazionali. Sull’effetto-rappacificazione l’assessore regionale allo Sport, Pier Gianni Prosperini ha la sua risposta: «Noi siamo come uno specchio. Sorridiamo a chi ci sorride e facciamo le smorfie a chi ce le fa».