Milano e Pechino si incontrano a Chinatown

Molti cinesi di Milano lavorano, lavorano, lavorano. Proprio come facevano i milanesi di ieri. Ma molti milanesi di oggi non sono contenti che ci siano questi emuli dei loro padri. Anzi, sono convinti che i cinesi di Milano insidino il loro benessere. E qui siamo alla gelosia che sfocia nella xenofobia, la paura dello straniero: il cinese fa più paura dell'albanese o dello zingaro perché è alacre, ostinato, organizzato. Ma - si dice con qualche ragione - dietro il cinese onesto di Milano ci sono le Triadi. Solo che, dietro l'italiano onesto di New York, un secolo fa e oggi, c'era e c'è Cosa nostra... E le conseguenze sono venute immancabili: un attrito di quartiere è esploso come ci fosse davvero uno scontro di civiltà.
Aneddoto personale a uso di chi pensa che lo scontro esista, o almeno che esista dalla parti di via Paolo Sarpi, a Milano. Lo scorso 3 maggio, inviato dal Giornale, percorrevo un'autostrada a nord di Pechino, quando il taxi s'è guastato. Mi aggiravo tristemente vicino a un casello quando una giovane donna, alla guida di un'Audi m'ha offerto un passaggio. Immaginate una milanese-bene, a un casello della Milano-Laghi, offra un passaggio a un giornalista cinese in panne?
Direte: non tutti i milanesi possono trovarsi in queste situazioni, che aiutano a capire più di tanti articoli di quotidiano. È vero. Così un primo tentativo di reciproca conoscenza fra cultura italiana e cultura cinese è in programma oggi e domani in piazza Gramsci, il «China Film Festival-Made in Milan». L'ha promosso l'associazione Esterni, in collaborazione con la Provincia.
Sono in programma due film in versione originale con sottotitoli italiani. L'ingresso è sempre gratuito. Oggi (h.21,30) è in cartellone «Ji quan bu ning» («Un piede alzato da terra») di Daming Chen, storia di una città, Daniang, che ha avuto una colonia ebraica nel XII secolo, e che si accinge a evocare quel passato: attorno a questo fatto locale ruotano le vite di un fotografo di moda, di un motociclista vittima di un incidente, di una famiglia contadina, di padroni di galli da combattimento che si battono come i loro galli... ; domani (h. 21.30) «Tiam xia wu zei» («Un mondo senza ladri») di Xiaogang Feng, storia di una coppia di giovani ricattatori e ladruncoli, che salgono su un treno a lunga percorrenza e si trovano in concorrenza con altri ladri nel saccheggiare le risorse dei contadini che viaggiano. Di fronte alla facilità della preda, la coppia comincia un insolito ravvedimento...
Le proiezioni sono precedute da un aperitivo con accompagnamento musicale (h.18), che include involtini primavera e altri cibi cinesi. Domenica, poco prima del film, sarà sorteggiato un biglietto di aereo andata/ritorno per Pechino. Vincerlo aiuterà a capire come, nella capitale cinese, la vigilia delle Olimpiadi susciti un fermento economico e sociale analogo a quello che la vigilia delle Olimpiadi di Roma suscitò in Italia. La sua storia e quella della Cina hanno, negli ultimi decenni, parecchio in comune. Ma questa è un'altra storia.