Milano e Torino sui mezzi pubblici vanno a «nozze»

Già nel 2008, le due città potrebbero unire le loro aziende: il biglietto integrato, una delle novità

Prove di fusione tra Atm e Gtt, l’azienda di trasporti torinesi. I sindaci delle due città, Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, hanno celebrato l’inizio di un matrimonio possibile (già nel 2008) dando il mandato per «lo studio di un progetto - spiega Moratti - che potrebbe vedere le due aziende unite in tempi, forme e modalità ancora da decidere». L’aggregazione «renderà Atm e Gtt più competitive in un mercato che è oggi molto frammentato, e sarebbe aperta a possibile future aggregazioni». Il territorio reclama «una mobilità sempre più facile, servizi di qualità, mezzi più confortevoli e frequenti, misure anti-smog». I benefici della fusione si tradurrebbero in «qualche centinaio di milioni di euro», da investire nel «potenziamento e comfort dei mezzi, in una mobilità più facile tra le due regioni». Chiamparino le fa eco e ribadisce l’importanza di «tutelare i marchi e garantire che le due aziende siano sovrane nella gestione dei servizi della propria città». Per gli utenti, «prezzi uguali e, se possibile, ridotti»
Le due regioni «movimentano» oltre un miliardo di passeggeri all’anno - il 21% del trasporto pubblico locale in Italia e il 29% del Pil -, dalla fusione nascerebbe una super azienda con oltre 14mila dipendenti, 882 milioni di utenti all’anno, 214 milioni di chilometri percorsi, un parco di 3.834 mezzi. Il fatturato (stando ai conti del 2006) potrebbe salire a circa 1,194 miliardi, il «colosso» salirebbe al nono posto in Europa e al primo in Italia. Oggi il mercato è molto frammentato: sul territorio nazionale sono presenti circa 1.200 operatori, 138 solo in Lombardia e 63 in Piemonte. Le ricadute dell’operazione si tradurrebbero, per milanesi e torinesi, in nuovi mezzi, più sicuri e confortevoli, nella bigliettazione unica. Gtt e Atm avrebbero una più ampia gestione di parcheggi, l’integrazione delle reti e dei servizi di trasporto (persone e merci).
Le aziende, insiste il presidente di Gtt Giancarlo Guiati «possono fare un salto in avanti, bisogna uscire dal nanismo e allargare l’intesa ad altri operatori. In questi anni abbiamo assistito solo a incursioni di imprese straniere venute a fare “shopping“ su quelle italiane». Quello di Atm, Elio Catania, puntualizza che «il settore dei trasporti pubblici in Italia è il più statico, qualunque strategia per produrre più risorse e migliorare il servizio va perseguita». Sarebbe «un salto di qualità», aggiunge Chiamparino, anche il posizionamento in Borsa, ma l’ipotesi «sarà considerata solo in futuro, prima valutiamo se si può fare l’operazione, se sceglieremo la fusione o una holding». Presto insomma per entrare nei particolari.