Milano e Treviso canestri di guai

Polvere di stelle nel campionato che piange l'arbitro Martolini, un principe, e manda fuori di testa Giorgio Armani per la sua Olimpia stracciata anche a Siena (95-59!) da un Montepaschi bello, ma non crudele, che spinge nel pensatoio della Ghirada una Benetton infilzata all'ultimo secondo dal ventiduenne DaShaun Wood, nuova perla della Tisettanta Cantù. Una vittoria su 6 incontri per Milano, una su 5 per Treviso che fra tre giorni recupererà la partita con Rieti rimandata per il viaggio d'espiazione in Cina dopo la stangata contro Siena.
I campioni d'Italia hanno spezzato le alucce di due società importanti finite nel burrone. All'origine del disastro una campagna acquisti che ha cambiato troppe cose senza un senso. Sfortuna, cattive informazioni, ritardo nella preparazione, infortuni. Le scuse non mancano a Ramagli e Markovski, i due tecnici in bilico, ma la realtà è imbarazzante.
La Benetton cercherà di curarsi con il lavoro, guardandosi in giro per modificare l’assetto squadra anche se i margini per migliorare ci sono. Intanto avrà certo più tempo dell'Armani che giovedì esordirà in Eurolega come Siena, ma partendo da uno stato d'animo ben diverso.
Il Montepaschi ha toreato una Milano ridotta a squadretta, lacerata internamente da tensioni ed egoismi, abbandonata dai tifosi a metà del terzo quarto quando lo scarto era già di 30 punti eppure Siena non ha esagerato, penetrando in una difesa ridicola, facendo il minimo per tenere un attacco senza niente, altre 22 palle perse il 4 su 21 da 3 tipico delle squadre che non sono tali. McIntyre e la sua muleta, con Sato, Kaukenas e Lavrinovic nel giorno in cui Thornton ha tirato soltanto 3 volte e i rimbalzisti sono stati dominati da Watson e Sesay.
Treviso senza regista, Milano senza niente in attesa del diciannovenne Gallinari per fare un passetto in avanti. Un peccato originale che non sorprende. La Benetton, comunque, qualche soluzione la può trovare, per Milano le poche idee confuse di chi ha voluto una banda del genere potrebbe portare al siluramento di Markovski, non certo una novità per il Corbelli che in cinque stagioni ha già licenziato Caja, Carmenati, Lardo e Djordjevic.