Milano, ecco gli spazi per gli artisti-writer

Il Comune ha in mente di "fare pace" coi graffitari che fanno arte sul
serio (e non sporcano i muri con tag senza senso) per riqualificare
le porte d’ingresso della città, come ponti e cavalcavia

Milano - Il ponte della Ghisolfa nelle mani dei writers. Sembra la solita provocazione, e invece è il progetto che il Comune ha in mente per «fare pace» coi graffitari che fanno arte sul serio (e non sporcano i muri con tag senza senso) e per riqualificare porte d’ingresso della città, come ponti e cavalcavia. Bomboletta spray alla mano, un’inedita Letizia Moratti (impegnata in un’altra occasione e con la tuta dell’Amsa a ripulire la facciata di un palazzo dai graffiti), all’inaugurazione della mostra di street art «Breaking walls» alla Loggia dei Mercanti ha colorato una tela e anticipato l’idea di Palazzo Marino. «Offrire spazi ai writers? Certo, ci sono già in Triennale Bovisa e abbiamo in mente altri spazi, a cominciare da un ponte».

Quello della Ghisolfa, il cavalcavia Monteceneri, come spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory. «Stiamo lavorando a una mappatura di 5-10 luoghi che riteniamo brutti - spiega -, affidandoli ad artisti di strada potremmo realizzare una via d’ingresso alla città più bella e colorata. Siamo pronti a pagare gli artisti, cercheremo uno sponsor, a partire dall’Amsa». L’obiettivo del progetto è «didattico, etico ed estetico». L’assessore ha in mente anche cavalcavia che un grande flusso di turisti incontrano arrivando da Linate e Malpensa. Sulla mappa ci sono già il ponte di via Curie, davanti alla Triennale, i muri dell’ex Falck in via Breda (che verranno colorate con un grande evento) e un cavalcavia in zona Corelli. «È un modo per cercare di governare il fenomeno e distinguere l’arte dagli scarabocchi sui muri», ammette l’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo.

Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che si è cimentata come il sindaco con lo spray, ammette che «gli artisti di strada possono aiutarci a fare recupero urbano. Abbiamo fatto con l’Anci un protocollo d’intesa che prevede la possibilità per i Comuni di concedere spazi ai writers per fare riqualificazione».