Milano, effrazioni negli uffici dei gip: sparito pc La Tommasi smentisce: "Gli sms non sono miei"

Nuovo allarme al settimo piano del tribunale. Il capo dei gip: &quot;Chiudere a chiave le porte e tenere i fascicoli in cassaforte&quot;. Intervistata ieri sera dal Tg di La7 la soubrette (<strong><a href="/fotogallery/sara_tommasi/sara-tommasi/id=2831-foto=1-slideshow=1?">guarda le foto</a></strong>) ha smentito di aver scritto sms al premier: &quot;Mi avevano rubato il
cellulare&quot;

Milano – Allarme effrazioni negli uffici dei gip del tribunale di Milano. Chiudere le porte a chiave e chiudere i fascicoli in cassaforte in tutto il settimo piano del palazzo di giustizia. Il vicepresidente dell’ufficio, Claudio Castelli, ha rivolto un invito per lettera ai colleghi perché prestino attenzione ai loro uffici dopo che, nei giorni scorsi, si era verificata un presunto tentativo di effrazione nella stanza del gip Federica Centonze. Un episodio che si aggiunge ai tentativi dell’estate scorsa negli uffici del gip Cristina Di Censo (che deve dicidere sulla richiesta di processo per il premier nel caso Ruby entro lunedì-martedì prossimo) e del presidente dei Gip Gabriella Manfrin.

Sparito un pc C’è anche il furto di un computer portatile di proprietà del ministero della Giustizia nel giallo sulle effrazioni al settimo piano del palazzo di giustizia. Il furto è avvenuto tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, ma se ne è avuta notizia soltanto oggi. Lo utilizzava il gip Chiara Valori per le udienze che teneva fuori dalla sua stanza. Proprio perché non lo utilizzava tutti i giorni, il magistrato non è in grado di indicare con precisione la data del furto. In ogni caso in quel periodo il gip non ha rilevato alcuna forzatura della porta del proprio ufficio, sebbene prima di quell’episodio non fosse solito chiuderla a chiave in occasione di brevi assenze durante la giornata di lavoro.

La Tommasi e gli sms Al centro delle cronache, in questi giorni, sono finiti decine di sms - alcuni scabrosi, altri deliranti - che la showgirl Sara Tommasi avrebbe scritto al presidente del Consiglio. Il condizionale è d’obbligo perché in questa storia di certezze ve ne sono poche e la stessa soubrette, intervistata ieri sera dal Tg di Mentana, su La7, ha smentito di essere stata lei a scrivere quei messaggini. Lo dice a chiare lettere: il cellulare le era stato rubato. Ieri le hanno perquisito l’appartamento. Cercavano prove nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli su un giro di prostituzione. Quando sono arrivati gli agenti ad aprire la porta è stata sua mamma. Lei non c’era, era partita per una vacanza a Dubai.

Giro di prostituzione I pm napoletani nel decreto di perquisizione a casa di Vincenzo Seiello, detto “Bartolo”, e Giosuè Amirante, i due ex soci (indagati per associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione) procacciatori di ragazze per alcune serate, scrivono: “Emerge l’esistenza di una organizzazione dedita al favoreggiamento della prostituzione e in particolare al procacciamento di clienti per prestazioni sessuali a pagamento a opera di Sara Tommasi”. Perquisite, a Milano, oltre all’abitazione della showgirl anche quella di Andrea Cementano, consulente televisivo.

La Tommasi smentisce tutto “Quando l’ho conosciuto, Silvio Berlusconi ha conquistato il mio cuore, come quello degli italiani. Ora sono delusa. Uno scandalo del genere può coinvolgere una starlette come me, ma non un politico, che dovrebbe dare il buon esempio. Lui invece è super processato”. Così la Tommasi, al telefono con l’Ansa da Dubai, interviene sullo scandalo che la vede protagonista. “Non sono una escort”, precisa, ridendo. “Magari lo fossi, sarei molto ricca”, aggiunge la ragazza, che ha nel suo cv anche una laurea in Economia alla Bocconi. Giura di sentirsi “assolutamente tranquilla” nonostante il collegamento del suo nome ad un cocktail esplosivo di sesso, droga e camorra.

Le conoscenze importanti “Il mio lavoro mi porta a contatto con un certo ambiente e personaggi del calibro di Berlusconi, Gheddafi, Putin. Non mi pento di niente. Che cosa avrei dovuto fare? Non lavorare nello spettacolo?”, esclama. Lo scandalo e le possibili conseguenze, dice, “non mi porteranno vantaggi, ma neanche svantaggi”, anzi è probabile che alla fine questo clamore dia ulteriore notorietà e lavoro, «come è già successo ad altre ragazze, vedi Belen”. La preoccupazione, quasi un’ossessione, è invece quella di “ricatti, persecuzioni, telefonate anonime, pedinamenti e violenze” che non le consentono più “di uscire di casa”. Tutti episodi oggetto di denunce “fatte da tempo” contro ignoti - spiega - e di segnalazioni a numeri dedicati alle vittime di stalking. “Dov’è la polizia in questo Paese?”, si chiede Sara Tommasi. “Il vero scandalo è questo: che una ragazza spaventata sia preda facile di banditi”, aggiunge. “Siamo in mano alla camorra, alla mafia e ai ricatti. Non vorrei che ci fosse anche la politica dietro a tutto questo”.

Quelle strane sensazioni Che sia sincera o no - spetterà alla magistratura accertarlo – la Tommasi si comporta da protagonista di un film, una spy story per l'esattezza. La ragazza dice di sentire la vicinanza “di persone legate a un brutto giro, forse al narcotraffico”, che la seguono e la molestano. “Mi capita al supermercato di sentire una forte pacca sulla spalla, di girarmi e di vedere che è una persona che non conosco. Mi sento come se mi iniettassero qualche sostanza. Mi è capitato anche di andare al bar, di chiedere un caffè e di trovarmi qualcosa nella tazzina”, racconta. Dopo tutti questi episodi “ho deciso che assumerò una guardia del corpo, visto che il governo non spende soldi per la protezione delle donne”.

La conoscenza con Berlusconi Con il premier la Tommasi dice di non avere “rapporti diretti” ma semmai contatti “tramite amici comuni, anche ministri”. Al nome di Ignazio La Russa corrisponde “una conoscenza di lungo corso", nella versione della ragazza. Il ministro ha smentito, ma lei conferma: “Lo conosco da una vita, se qualcuno dice che non è vero, non c’è problema - conclude Sara Tommasi - gli archivi parlano”.