Milano esporta l’happy hour nella city di Londra

Dalla Darsena alla City per esportare il meglio della gastronomia italiana. Il Cape Town, storico locale di via Vigevano (non tanto per l’età, quanto per la notorietà) aprirà a fine gennaio una sede a Londra, nel quartiere Chelsea. Nuovo il nome: «Rocco», per ricordare l’italianità dell’offerta, così come il format: un negozio di salumi e formaggi, rigorosamente Made in Italy, con servizio di cucina, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 24. Al posto della birra sarà servito il vino e ogni mese sarà dedicato ai prodotti delle regioni italiane. Naturalmente, si comincerà con la Lombardia e un centinaio di avventori affezionati stanno prenotando, proprio in questi giorni, un volo per non mancare alla data dell’inaugurazione.
«Non realizzeremo un ritrovo per happy hour, ma un tempio per l’educazione al cibo italiano, in una città che ne sente l’esigenza» spiega il titolare Sergio Sbizzera, che gestirà la struttura. «Tutto lo staff sarà italiano, dal cuoco ai camerieri, che saranno presto sottoposti a corsi intensivi d'inglese. Apriremo un laboratorio per la preparazione di pasta fresca e sughi, il “Rocco point” e in un futuro, non lontano, speriamo di poter proporre anche il pane di Altamura, accompagnato ai nostri piatti». Italiano anche l’architetto, Yuri Premerlani, volato a Londra, dal suo studio in via Savona, per progettare e arredare una location in legno, con 90 posti a sedere e un déhor.
Dopo quindici anni di esperienza nel ramo dei locali, maturata tra Milano, Camogli e le navi da crociera, con una tappa di quasi cinque anni in Sud Africa (di qui la scelta del nome Cape Town, nato sui Navigli il 3 settembre del 1999), Sbizzera ha deciso di sbarcare nella capitale inglese perché la considera «un centro cosmopolita, con un grande serbatoio d’utenza, dove mancava un negozio-ristorante come il nostro, con un’ampia scelta di salumi e formaggi del Bel Paese». «Non è stato così difficile aprire una nuova attività - confessa - la burocrazia anglosassone è snella, anche se ci siamo affidati a dei professionisti del posto. Con la crisi, inoltre, i prezzi degli affitti sono scesi».
Rocco punterà su un target di manager e amanti della buona tavola, «il più possibile variegato», sullo stile del Cape Town, la cui eterogeneità di pubblico, dai musicisti ai giornalisti, passando per scrittori, cantanti e imprenditori, unita all’informalità, ha decretato il suo crescente successo, in una città costellata di locali patinati, che impongono un determinato abbigliamento. Bar preferito dallo scultore Arnaldo Pomodoro e dal batterista Sergio Carnevale - per fare due nomi, tra i tanti - il Cape Town è riuscito a registrare il pieno anche in questi tempi di crisi. «Merito della politica dei prezzi contenuti e della buona qualità del bere e del mangiare (con le immancabili piadine) - dichiara Sergio Sbizzera - e anche del fatto che cerchiamo di far sentire tutti a casa propria», senza troppi artifizi e spettacoli. Al Cape Town infatti non si balla, né si suona, fa eccezione il concerto, tenuto ogni anno a maggio, dal bassista Paolino Della Porta. Dopo Londra, la prossima apertura potrebbe essere in Asia, «forse a Singapore», e ancora dopo in Brasile. L’idea è quella di esportare il format «Rocco», figlio del Cape town, in tutto il mondo. Quanto agli investimenti in comunicazione, come è già avvenuto a Milano: «La miglior pubblicità sarà il passaparola».