La Milano del futuro in undici minuti di video

Roberto Bonizzi

Un plastico di Milano in legno. Giochi di luci e colori sui quartieri riprodotti in miniatura. Un filmato animato con una ragazza sui pattini, un albero e il biscione, simbolo della città, a fare da guida. Tutto come in un cilindro magico, un caleidoscopio puntato sul domani. È la mostra «Milanoscopio, Milanoscopro» inaugurata ieri all'Urban Center in Galleria da Gianni Verga, l'assessore allo Sviluppo del territorio di Palazzo Marino. L'esposizione raccoglie e racconta i progetti per il futuro della metropoli che cambia. Oltre 100 interventi, su una superficie complessiva di 10 milioni di metri quadrati di aree dismesse, da vedere e ascoltare grazie all'installazione realizzata per spiegare a milanesi e turisti la trasformazione in atto oggi e nei prossimi anni.
L'assessore ha voluto evidenziare «l'inizio della rinascita urbanistica e architettonica di Milano, che torna a essere motore economico e culturale del Paese. Il futuro è già cominciato, con i tanti progetti di riqualificazione in corso, tutti caratterizzati da una particolare attenzione al verde. Proprio il verde costituisce il trait d'union degli interventi tesi a trasformare Milano in una nuova città, più vivibile e dalla forte vocazione europea». Verga ha lanciato anche un'altra proposta. Il recupero per una diversa zona della città del progetto della torre realizzato da Renzo Piano per il nuovo quartiere Fiera che, però, non si era aggiudicato la gara.
Il filmato, della durata di 11 minuti, viene proiettato ogni mezz'ora dalle 9 alle 18 all'Urban Center fino al prossimo 19 febbraio. Sono sintetizzati tutti gli interventi più importanti, e si può intuire come sarà Milano nel 2015. Così nell'area Garibaldi Repubblica c'è spazio per il nuovo palazzo della Regione, l'altra sede, firmato da Paolo Caputo, Henry N. Cobb, Ieoh Ming Pei e James Ingo Freed. Affiancato dai grattacieli della Città della Moda di César Pelli. E il nuovo quartiere sarà immerso nel verde della biblioteca degli Alberi, secondo il progetto di Petra Blaisse. Ancora grattacieli, forme avveniristiche e tanto verde per la «vecchia» Fiera con le tre forme inconfondibili di Arata Isozaki, Zara Hadid, Daniel Libeskind e Pier Paolo Maggiora.
Ma il futuro di Milano sarà anche rappresentato dal recupero e dal nuovo volto delle aree industriali dismesse. L'Università e gli Arcimboldi alla Bicocca. Il Politecnico, il museo del Presente e l'istituto Mario Negri alla Bovisa. Il Portello ridisegnato da Cino Zucchi e Guido Canali. E poi Santa Giulia firmata da Norman Foster. La Darsena. Il nuovo Vigorelli. Immagini, luci e colori per 11 minuti di futuro.