A Milano è giallo sul trapianto negato alla clandestina

MilanoHa bisogno di un fegato nuovo. Urgentemente. E il suo visto è scaduto. Secondo due associazioni di volontariato il problema è questo: niente documenti in regola, niente operazione. Rozaliya, una donna ucraina di 28 anni, ricoverata all’ospedale San Raffaele di Milano, non è stata messa nella lista dei trapianti urgenti e potrebbe rischiare di perdere la vita. Secondo alcuni per una questione burocratica.
La vicenda è stata resa nota proprio dal gruppo Everyone che, insieme a Croce Rossa, ieri ha lanciato un appello al ministero della Salute nella speranza di abbreviare il più possibile l’iter per mettere in regola la ragazza. «Il ministero - è la richiesta lanciata - intraprenda ogni procedura urgente atta a scongiurare la mancata possibilità per la ragazza ucraina di essere messa in lista trapianti urgenti». Immediata la risposta: lo staff di Ferruccio Fazio ha già messo in pista medici e tecnici per gli accertamenti sul caso. Una nota del ministero puntualizza che «l’inserimento nelle liste trapianto è assicurato per tutti i casi urgenti e per i pazienti in pericolo di vita». E in effetti l’ospedale sembra far pensare a una normale scelta clinica, che niente ha a che fare con la burocrazia. La paziente - dice il San Raffaele - «in questi giorni è stata sottoposta a tutti gli accertamenti diagnostici e alle terapie mediche che il caso imponeva, con miglioramento delle condizioni cliniche generali». E anche secondo Ignazio Marino, presidente per il Pd della commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale, la struttura «sta garantendo la regolarità delle cure indipendentemente dalla presenza o meno di un permesso di soggiorno» e «si dimostra la mancanza di atteggiamenti discriminatori».
La ragazza ha contratto da una trasfusione l’epatite C, che le ha compromesso il fegato, tanto da rendere necessario un trapianto che però in Ucraina le è stato negato. Così Rozaliia è partita per Milano: appena atterrata, l’11 dicembre scorso, è stata portata dal 118 all’ospedale San Raffaele. «Alla ragazza e ai familiari - questa la versione di EveryOne - è stato riferito che non può essere messa in lista trapianti in quanto il suo visto è scaduto il 19 dicembre e allo stato attuale è un’immigrata irregolare». I parenti hanno chiesto il rinnovo del visto o l’ottenimento di un permesso speciale, ma senza successo. Oltre che al Ministro Fazio, il gruppo Everyone si è appellato al papa e all’alto commissario Onu per i diritti umani e per i rifugiati.