Milano, il giudice: aprire le materne ai clandestini

Milano: accolto il ricorso contro la circolare del Comune sull’iscrizione per la parte ritenuta "discriminatoria". L'assessore Moioli: "E' una strumentalizzazione". Il vicesindaco De Corato: "Dobbiamo tener conto delle leggi vigenti"

Milano - Il giudice Claudio Marangoni, accogliendo il ricorso contro la circolare di Palazzo Marino sull’iscrizione dei bambini immigrati figli di irregolari alle scuole materne, ordina al Comune di sospendere la parte in cui è "discriminatoria".

La reazione di Palazzo Marino Immediata la reazione di Palazzo Marino che ha fatto depositare agli avvocati Nicola Maienza, Maria Rita Surano, Salvatore Ammendola e Salvatore Pezzulo contro il ricorso presentato dai legali di una donna marocchina contro la circolare comunale sull’iscrizione dei bambini figli di immigrati irregolari alle scuole materne. La mancanza dei requisiti della residenza e della regolarità del soggiorno in Italia "non è ostativa alla effettiva accoglienza del bambino" perché "in ogni momento, quando sussistono giusti motivi, i servizi sociali provvedono all’inserimento dei minori nelle scuole comunali dell’infanzia". Il Comune accoglie, infatti, le richieste anche degli stranieri non in regola anche se di fatto non è tenuto ad offrire il servizio offerto a tutti indistintamente, dato il carattere non essenziale o fondamentale del servizio al minore. Attualmente sono 350 i minori extracomunitari non in regola che frequentano le scuole comunali dell’infanzia che sono 170 e sono aperte a tutti i bambini residenti, compresi gli immigrati, che rappresentano circa il 22 per cento dei bambini frequentanti.

Il giudice: "In contrasto con la legge" La tesi è stata respinta oggi dal giudice Claudio Marangoni, per il quale con la circolare comunale "la possibilità di esercitare il diritto all’iscrizione alla scuola materna risulta di fatto compromesso dall’apposizione di ostacoli meramente formali e privi di effettiva giustificazione, obbiettivamente in contrasto con l’obbligo di tenere in primaria considerazione l’interesse superiore del minore". Tra gli ostacoli posti dall’amministrazione cittadina il fatto di sostenere che "il permesso di soggiorno è richiesto unicamente per accertare il diritto di residenza nel Comune di Milano".

La Moioli: "Strumentalizzazione" È un "gioco alla strumentalizzazione". L’assessore alle Politiche sociali del Comune, Mariolina Moioli, punta il dito contro il ricorso presentato dalla mamma marocchina al tribunale. E precisa che "alla signora era stato fissato un incontro con i nostri uffici e in quell’occasione le sarebbe stato spiegato che tutte le domande sono valutate dal Comune e chi ha titolo per l’accoglienza sarà accolto, altrimenti saranno trovate altre forme di accoglienza". "Non capisco questo accanimento - conclude l’assessore - dato che quest’anno, a differenza dell’anno scorso si può presentare domanda di iscrizione senza riserva, proprio grazie alla nuova circolare".

De Corato: "Tenere conto delle leggi vigenti" Il vicesindaco Riccardo De Corato leggerà la sentenza del tribunale civile con attenzione. Ma avverte: "Noi possiamo anche correggere quella circolare, ma dobbiamo tenere conto dei testi di legge vigenti, non solo la sentenza del tribunale civile. Resta il fatto che l’assistenza ai figli dei clandestini noi la facciamo già".

La Gelmini: "Allibita" "La sentenza del Giudice mi lascia allibita. Definire il sacrosanto diritto di rispettare a leggi italiane messa in atto dal Comune di Milano viene definita discriminatoria. Il Comune di Milano, nella persona del Sindaco e dell’assessore Moioli agisce, nel pieno rispetto della legalità. Il diritto allo studio vale esclusivamente per le scuole elementari e medie e non come in questo caso per le materne. Ovunque e da sempre le scuole materne sono riservate esclusivamente ai residenti regolari. Quindi il clandestino per definizione non può essere un residente e un soggetto iscrivibile". Il coordinatore regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini., ricorda che "è prerogativa del Comune decidere i criteri di accesso alle scuole materne".

Landi: "Verso la sanatoria generalizzata" "L’ordinanza del giudice di Milano ribalta il principio del riconoscimento dei diritti a favore dei soli immigrati regolari creando una pericolosa deriva verso una ’sanatoria generalizzatà". È quanto dichiara Giampaolo Landi di Chiavenna responsabile immigrazione di An. "Il dovere superiore e primario di rispettare la legalità d’ingresso e permanenza sancito dalla legge nazionale non è dunque né interpretabile né mediabile - ha concluso Landi - salvo non pregiudicare le politiche di rigore e quelle per una coerente integrazione".