«Milano ha tutte le carte in regola per l’Expo»

«Abbiamo fatto progetti urbanistici di grande livello»

nostro inviato a Tokyo
È in missione in Oriente per cercare alleati di Milano 2015, l'Expo destinata a cambiare il volto della città. E Letizia Moratti ha già in mente che cosa dirà a Romano Prodi durante l’incontro di sabato prossimo a Shanghai. «Milano non può non avere la candidatura. Per la sua capacità espositiva e per il livello di internazionalizzazione. Oltre che per molti altri motivi...», dichiara combattiva nel salone dell’ambasciata italiana a Tokyo. Il sindaco pensa di potercela fare a battere i concorrenti del resto del mondo, nel momento in cui Palazzo Chigi darà il suo via libera: «Se sarà candidata dal governo, Milano ha tutte le carte in regola per farcela». Lei ha già un progetto pronto e diverso da quelli passati: «Penso a un nuovo modo di presentare l’evento. Ma preferisco tenerlo segreto perché non vorrei che le altre città candidate ce lo rubassero...».
Abito in seta blu dalle suggestioni asiatiche, il sindaco non trascura i dettagli. L’alleanza con Giappone e Cina è fondamentale per lanciare la corsa all’Esposizione mondiale, che ha tra i suoi sponsor anche Arata Isozaki, l’architetto pronto a lanciare la città verso il futuro con uno dei tre grattacieli che reinventeranno la vecchia Fiera. «L’Expo aiuterà modificare la struttura e l’immagine di Milano. Se Milano ottiene la candidatura, ho già il mio ufficio lì e posso dare il mio aiuto», promette l’allievo di Kenzo Tange, che nel 1970 aiutò il maestro a inventare l'Expo di Osaka. Un bis a cui manca solo il «la» del governo. E mancano ormai pochi giorni alla sentenza.
L’opportunità, giura la Moratti, è di quelle da non lasciarsi sfuggire: «È fondamentale fare sistema, non avrebbe senso dividersi davanti a una candidatura che modificherebbe il futuro e anche il presente della città». Il suo staff ha già una documentazione fitta, ricca di idee ma anche di cifre, quelle dell’impatto economico che l’Expo 2015 avrebbe su Milano e quindi sul Nord e in ultima analisi sul sistema Italia. Ecco perché «Milano non può non avere la candidatura».
Obiettivo è spianare qualsiasi ostacolo, a partire dai progetti urbanistici in cantieri che andranno avanti. «Milano si presenterà all’Expo 2015 con un nuovo volto, con aree riqualificate, con progetti urbanistici di grandissimo livello», garantisce. La trasformazione è già stata avviata: «Abbiamo realizzato progetti importantissimi con architetti famosi in tutto il mondo», da Massimiliano Fuksas per la nuova Fiera ai tre tenori del polo interno alla Biblioteca europea Chipperfield. «Sono stati approvati e saranno realizzati. Milano si presenterà all'appuntamento con un volto nuovo e internazionale».