Milano ha voglia di maratona: sono già cinquemila gli iscritti

Tutto pronto per la gara del 2 dicembre: al via anche Lel, vincitore a New York

Nella scaletta in mano alle hostess l’intervento di Letizia Moratti era il primo della lista. Ma ieri a Palazzo Marino per il sindaco è stata una giornata davvero un po’ complicata tra bilancio, ecopass e un assessore perso per strada. Così a fare gli onori di casa e a parlare per primo è stato Giovanni Terzi l’assessore allo sport che non più di due settimane fa alzava i pugni al cielo sul traguardo di Central Park: «La maratona di Milano deve diventare meglio di quella New York...». Una visione, lontana nel tempo e forse dovuta alla faticaccia nella grande mela e ancora non del tutto smaltita. Però va detto che ieri in Sala Alessi a rendere omaggio alla 42 chilometri milanese c’era davvero un parterre de roi: da Formigoni a Penati, agli assessori Prosperini e Dioli; dall’oncologo Umberto Veronesi al direttore della Gazzetta dello sport Verdelli ad Ancelotti e al suo vice in panchina Costacurta. Un segno importante per una manifestazione che ha sempre avuto un rapporto un po’ tormentato con la città e che mai come in questo momento aveva bisogno di un segnale di fiducia da parte delle istituzioni. «Tutte le metropoli hanno la loro maratona e Milano non poteva mancare a questo appuntamento - ha spiegato Formigoni -. E volevo segnalare agli impazienti cittadini milanesi che quest’anno il percorso è stato modificato per creare meno disagi possibili...». Messaggio chiaro che tradotto più o meno significa che chi non corre per una mattina si dovrà mettere il cuore in pace anche se il governatore, come hanno fatto a Firenze, poteva finalmente «osare» un blocco del traffico e mettere tutti d’accordo. Ma tant’è. Questa è una città che non si ferma e che il 2 dicembre proverà a correre. Si va verso il record d’iscritti che sono già più di 5mila con 52 Paesi rappresentati ma ci sarà spazio anche per famiglie e più piccini con la McDonald’s Family Walking su un percorso di 2,5 km all’interno del Sempione. Da quest’anno il parco sarà la finish line per i maratoneti così come succede a New York con cui Milano si è gemellata. Sperando porti bene: «Ci stiamo attrezzando per fare una grande maratona - promette Terzi - e sono stati affrontati tutti quei punti critici che negli anni passati hanno creato problemi. Una cosa però è certa: Milano ha bisogno di questa gara che rappresenta anche un biglietto da visita in prospettiva Expo». Al via non ci sarà l’oro olimpico Stefano Baldini ma una nutrita schiera di campioni capitanati da quel Martin Lel che ha vinto a New York e farà una breve passerella. Ci sarà spazio per la solidarietà con la fondazione Veronesi a cui andrà un euro da ogni iscrizione, per cinque quintali di risotto alla milanese che l’Unione del Commercio offrirà agli atleti che arrivano e per un villaggio maratona nuovo di zecca in piazza Duomo. Il resto è tutto nelle parole di Verdelli, direttore della Gazzetta: «Milano e una città che corre per un fatto di Dna, con la maratona ci piacerebbe imparasse a correre in modo più pacato e in silenzio...». Cioè senza suonare il clacson.