Milano inciampa, Siena e Virtus si staccano

Primi punti per Varese, ritorno al successo di Cantù, capolavoro di Capo d’Orlando

Oscar Eleni

Non fai in tempo ad emozionarti per Milano e il suo giovane Attila Gallinari (ieri 11 punti 5 su 7 ma nessun tiro da 3) ed ecco l'Armani sfasciata sulla sabbia di Porto San Giorgio, infilzata dalla Montegranaro del cardinal Pillastrini, degli italiani Amoroso (6 su 7 al tiro, 6 rimbalzi) classe 1980, Vitali, 1986, e Maresca, 1981, nella giornata dell'incanto per Siena che rimonta e batte Napoli nel supplementare, anche se era sotto di 5 a 1' dalla fine, del nuovo splendore Virtus che con una difesa d'acciaio paralizza Roma e la batte in casa sua.
Primi punti per Varese, ritorno al successo di Cantù che riscopre Phil Jones (19), capolavoro di Capo d'Orlando che nell'ultimo quarto, con Young (26), soffoca Teramo in Abruzzo.
Spettacolo a mezzogiorno saltando con il nigeriano Eze (16 punti 14 rimbalzi) in una partita che Napoli avevo vinto 3 volte e per 3 volte ha restituito all'orgoglio della Mens Sana nova di Simone Pianigiani che così si presenta al grande basket con la prima vittoria importante della sua carriera di esordiente come capo allenatore, rimediando con la fede e la difesa ad una brutta serata di tiro che, però, alla fine non ha gelato le mani di Joseph Forte e, soprattutto, di Terrell McIntyre che ha messo l'ultima rosa nel canestro spinoso di una Napoli a cui non sono bastati i 19 punti di un Brown che ha perso qualche palla importante, i 14 del sempre indecifrabile Trepagnier fuori per falli nella volata, i 14 anche del Larranaga che sembrava aver chiuso la gara e che poi ha riaperto con una rimessa dal fondo sciagurata. Benjamin Eze fiore di verbena, 34 minuti da leone per rimontare scarti anche di 10 punti come alla fine del 3° quarto.
Sulla Virtus di Markovski eravamo già convinti, ma vederla vincere in casa di Repesa, sul campo di una Roma colpevolmente in ritardo su tutto come società, scassinando l'area con Kris Lang, il 2.11 di North Carolina che ha segnato 25 punti, prendendo 5 rimbalzi, recuperando 7 palloni, fa capire che la grande signora ha trovato prima del tempo il suo paradiso.
Per Milano le stesse forche che al primo turno fecero piegare Bodiroga e i romani, una caduta imprevista, in una serata dove non è bastato dominare ai rimbalzi (19-31) per rimediare al 4 su 15 da 3, perché è stata la difesa sulla linea che pesa (13 su 30 per Montegranaro) a far cadere chi pensava di essere già pronto per volare nel vecchio nido degli scudetti.
Infine successo in rimonta per il Treviso a Napoli.