A Milano l’auto elettrica parte con le pile scariche

Colonnine per la ricarica fuori uso od occupate da auto parcheggiate. E il numero verde non funziona

Ecopass può averla resa più ecologica, ma Milano è tutta da ricaricare se si guarda ai numeri del traffico ibrido ed elettrico. La moda del futuro in città non attecchisce: poco più di mille i veicoli ibridi circolanti in città. Li hanno scelti soprattutto i tassisti, grazie anche ad incentivi consistenti da parte delle aziende e della Regione. Solo un centinaio, invece, i veicoli elettrici puri, retaggio nostalgico di vecchie produzioni ormai dismesse dalle aziende che non hanno più, o non ancora, l’interesse a produrli. A Milano, questi veicoli hanno pure vita dura: poche le aziende che riconvertono auto tradizionali in elettriche, mentre i punti di ricarica, con tanto di prese elettriche, sono per tutta Milano, solo quattro. E poco funzionanti: spine fuori servizio, call center impreparati a fornire perfino le informazioni di base sul servizio e posti auto occupati dalle vetture tradizionali, rendono di fatto inaccessibile il sevizio disposto da Palazzo Marino. Il Comune però rilancia: entro fine anno aumenterà le prese urbane fino a 92 punti di ricarica in città e nel futuro c’è anche l’intenzione di passare a una flotta istituzionale in car sharing con mezzi ibridi. Milano dovrebbe anche diventare l’area test dei mezzi del futuro, che saranno plug in, cioè ibridi, ma con un’autonomia elettrica finalmente competitiva non solo in città, ma anche per distanze superiori ai 100km.