Milano lancia il bianco ma non troppo

Mini per Enrico Coveri e top incrociati per Laura Biagiotti, mentre Krizia si ispira alle tribù masai africane

Paola Bulbarelli

da Milano

Si potrebbe dire che per essere eleganti la prossima primavera-estate basterebbe vestirsi di bianco, abito o gonna fa lo stesso, buttarsi un golfino sulle spalle, ricominciare a indossare le calze (anche spesse, bianche o nere, meglio parigine) e scegliere una bella borsa con le scarpe (sempre alte e con la zeppa) abbinate. Invece a tutto questo che comunque deve rimanere come un credo, bisogna aggiungere una serie di dettagli, a volte simpatici e frizzanti, a volte esagerati quando non inutili.
S’è parlato di romanticismo ma dopo sei giorni di volant, si ha voglia di forme lineari, che accompagnano il corpo senza esasperarlo. Sembra strano eppure Miuccia Prada e Alberta Ferretti questo lo hanno proposto con un anno di distanza. L’estate 2006 sarà invasa da ruches e da balze, l’apoteosi del sangallo e dei pizzi. Chic? Ardua sentenza. Forse è il bisogno di sentirsi come una moderna Rossella O’Hara. Tra lo chic, quello vero, invece si può inserire senza ombra di dubbio Etro. Drappeggi, plissettature, incroci si tramutano in colori che vanno dal viola al giallo arrivando a fantasie floreali. Francesco Martini, stilista di Enrico Coveri, è invece garbatamente esplicito nel suo messaggio modaiolo. Mini, ma proprio mini, abiti di paillettes coloratissimi, ma nulla di hard stampati sul voile di abiti svolazzanti, pesci azzurri e bianchi sono sensuali e seduttivi. Due parole che per Erreuno significano un reggiseno ricamato da mettere sopra la camicia mentre per Laura Biagiotti stanno in un abito di maglia di seta e georgette, in top incrociati e nell’impalpabile bolero di cigno. Per Krizia l’ispirazione viene dall’Africa, dalle tribù masai. Mariuccia Mandelli le sue donne le vede con t-shirt che sembrano tatuaggi di perline, con abiti fatti di canottiglie colorate, di vestiti in bisso di lino nero. Donne insomma. Mai bambole. Se non son bambole però, spesso son ballerine come da Amuleti J (ballano il charleston), da Gai Mattiolo (balli atzechi), da Luisa Beccaria (balli internazionali per nobili signorine), da Paola Frani (balli spagnoli) o da Fisico, marchio disegnato dalla sempre brava Cristina Ferrari che questa volta ha preso spunto dai balletti russi con cascate di gemme e farfalle su bikini e costumi interi. Da manuale gli abiti bustier e le bluse di macramè di Gaetano Navarra e il trench nero in mix di tessuti di Antonio Berardi per Trend Les Copains. Straordinari gli accessori. Tra le borse: la papera di Gilli, la Jim Bag di Loro Piana, la Tango di Borbonese.