Da Milano a Las Vegas Così uno studente conquista lo spazio

Uno studente milanese, Diego Magrini, 18 anni, al quinto anno del corso per periti aeronautici presso l’Istituto Statale Maxwell, è stato selezionato per partecipare al volo parabolico che simula l’assenza di gravità nello spazio riservato a studenti delle scuole superiori di tutto il mondo per celebrare il cinquantesimo anniversario dell’inizio dell’era spaziale.
Lo studente è partito nei giorni scorsi per Las Vegas dove, sabato, si è alzato in volo su un apparecchio appositamente equipaggiato per sperimentare l’assenza di gravità. L’iniziativa è promossa in Italia da «OdisseoSpace», un’agenzia patrocinata dall’Onu impegnata a diffondere la cultura scientifica relativa alle conquiste spaziali soprattutto nelle scuole. Perché la scelta è caduta su Magrini? Lo spiega Adriana Parlatini, presidente dell’agenzia: «Innanzitutto per la sua forte motivazione personale. Diego è sempre stato appassionato di spazio e di volo. Quando aveva 13 anni ha partecipato a un concorso indetto dall’Esa (l’Agenzia Spaziale Europea), descrivendo una immaginaria stazione spaziale, consultando parecchi documenti sulle condizioni di vita e di sicurezza a bordo della stazione Mir per attenersi a criteri di realtà. E poi al concorso di selezione ha presentato un’originale proposta di esperimento sul “Comportamento delle fiamme libere in assenza di gravità” finalizzato a porre le basi per la comprensione e la progettazione di impianti antincendio a bordo di veicoli che operano in assenza di gravità o microgravità».
«Siamo convinti - continua Parlatini - che questa esperienza appaghi in pieno il suo desiderio di partecipare a un evento internazionale che gli avrebbe permesso di realizzare un sogno e nel contempo di conoscere studenti provenienti da diversi Paesi del mondo come lui appassionati della materia».
L’attività di «OdisseoSpace» non si limita comunque a questo avvenimento: attraverso i suoi esperti, infatti, l’agenzia è impegnata a sostenere nelle scuole milanesi corsi di formazione per insegnanti e sostegno ai loro laboratori scientifici perché si diffonda un’adeguata cultura dello spazio. «Sarà un paradosso – dice ancora la Parlatini – ma nei programmi scolastici italiani non esiste ancora il minimo accenno a queste problematiche». Il punto è che «si moltiplicano imprese spaziali sempre avveniristiche, ma la scuola nostrana continua ufficialmente a dimenticarsene».